Articoli marcati con tag ‘Recensione ristorante’

14/20

Il Cantuccio, Albavilla (CO), chef Mauro Elli. Di Carlo Cappelletti.

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8 marzo 2012 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Siete alla ricerca di emozioni forti? La sferificazione rappresenta la vostra segreta libidine? Avete messo in lista nozze il Roner e l’affumicatoio? Allora transitando da Lecco a Como non cercate ristoro in quel di Albavilla. Viceversa se non disdegnate una cucina confortevole, senza sussulti ma di grande piacevolezza troverete un sicuro approdo qui al Cantuccio. Mauro Elli, da anni al timone di questo locale, stellato da circa un lustro, propone uno stile fatto di piatti solidi, che sembrano sì usciti da un altro decennio (ed alcuni in effetti sono rintracciabili in recensioni datate diversi anni fa), ma che non deludono le aspettative di chi cerca solidità, affidabilità, preparazioni dall’impronta, più che tradizionale, classica.

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16/20

Pipero al Rex, Roma, chef Luciano Monosilio. Di Carlo Cappelletti.

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21 febbraio 2012 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

A volte basta aggiungere una vocale. Se un tempo si veniva a Roma per fare un giro al Piper, ora senz’altro vale la pena di entrare nella confusione della città capitolina per venire a divertirsi in via Torino, dove da qualche mese Alessandro Pipero ha aperto il suo nuovo locale dopo i recenti trascorsi ad Albano Laziale. Divertirsi ancor più che mangiar bene, non perché la cucina non meriti, tutt’altro, ma perché in pochi locali come in questo la netta sensazione è quella di un’esperienza piacevole nel suo complesso, giocosa e distesa al tempo stesso. Leggi il resto di questo articolo »

2/3

Il Pizzicotto, Lecce. Di Carlo Cappelletti.

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17 febbraio 2012 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Il bello, ed il brutto, del nostro girovagare goloso è che, come luoghi celebrati possono riservare spiacevoli sorprese, a volte dietro l’angolo più inaspettato può capitare di incontrare realtà sorprendenti delle quali non avevamo mai sentito parlare. E’ così che, non accomodato ad un tavolo ma in piedi ad un tavolino con davanti un piccolo tagliere, mi sono imbattuto abbastanza causalmente in quella che penso essere, con largo margine, la migliore pizza del Salento. Da poco meno di due anni Stefano Mele, esperienze a Bruxelles e soprattutto nella pizzeria Al Taglio nell’11° parigino, premiata da Le Fooding nel 2008, ha aperto in una viuzza del centro storico di Lecce questa minuscola pizzeria. Difficile vederla (l’insegna peraltro non ne indica il nome ma solo “pizza al taglio”), molto più facile seguire il naso, specie se come nel mio caso ne avete a disposizione uno importante. A dire il vero già rispetto all’anno scorso i segnali visivi indiretti sono aumentati, perché specie la sera il locale è notevolmente frequentato. E come dar torto ai leccesi, che con pochi euro possono portarsi a casa o gustare per strada una pizza che in altre città pagherebbero minimo due volte tanto? I prezzi infatti sono davvero encomiabili (o forse semplicemente necessari, in una città tendenzialmente economica e in periodo di crisi), le pizze più care si issano a fatica sui 15 euro al chilo. Niente, se facciamo il paragone con alcuni templi nazionali della pizza al taglio. Ovviamente a queste cifre gli ingredienti vengono scelti anche per il coerente rapporto qualità prezzo, quindi le farine non sono di quelle griffatissime, ma solo buone, e le tipologie di pizza non vanno, per il momento, a toccare ingredienti eccessivamente costosi (ma se arriverete nel momento giusto troverete lo stesso una sontuosa pizza ai ricci di mare). A fronte di tutto ciò abbiamo però un’arte della lievitazione con davvero pochi eguali. L’uso del lievito madre, in combinazione con uno start di chimico, produce un’alveolatura sensazionale ed una leggerezza che ho riscontrato in pochissime altre pizze realizzate secondo la stessa filosofia. La lievitazione è variabile fra le 24 e le 32 ore, quindi neppure troppo estrema, ma il risultato è davvero formidabile. L’unico appunto che mi sento di rivolgere è relativo all’olio, talvolta presente in misura leggermente eccessiva. Capisco perfettamente che l’olio locale sia vigoroso ma considerato che l’impasto è realizzato con solo farina 0 gustativamente va a coprire un po’ troppo il sapore etereo della base lasciando una scia amarognola. Da segnalare che visto il successo il locale ha appena inaugurato un’altra sede, meno spartana, in Piazza Mazzini. Speriamo che lo sdoppiamento non influisca sull’eccellente prodotto.

Il pregio: LA PIZZA!
Il difetto: servizio un po’ lento la sera, se ne avete la possibilità andateci a pranzo.

Il Pizzicotto-pizza al taglio
Via degli Ammirati 14/D
o Piazza Mazzini
73100 Lecce
tel. 3208654940
Aperto 7 su 7
Prezzi: dai 9 ai 15.5 euro al chilo

Visitato a Gennaio 2012

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Carlo Cappelletti

17/20

La Trota, Fratelli Serva, Rivodutri (RI), Norbert

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15 febbraio 2012 recensione di: Presidente

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Recensione ristorante.

Seguire l’evoluzione della gastronomia italiana e internazionale, informarsi sullo sviluppo degli stili, accumulare informazioni sulle novità, cercare le tendenze della cucina moderna, assaggiare le potenzialità delle nuove realtà, più o meno talentuose, e, poi, dopo il mare magnum del nuovo che arriva, approdare in porti sicuri e godersi anche le certezze, i punti fermi che garantiscono sempre un affidabile benessere sia all’estenuato gastronauta che all’occasionale gourmet della domenica.
Non c’è modello più esemplare di tale rifugio della solida creatura dei fratelli Serva che garantisce una forma di ristoro appagante e confortante, dove la soavità bucolica della quiete di questa piccola casa si coniuga con una cucina di grande finezza e maestria improntata a una rivisitazione della gastronomia del territorio caratterizzata da un assennato utilizzo delle spezie.
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14/20

Damiani e Rossi, chef Aurelio Damiani, Porto San Giorgio (FM). Di Carlo Cappelletti

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7 febbraio 2012 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Nella storia della cucina italiana e del rapporto degli italiani con la gastronomia il 2011 verrà ricordato, oltre che per i riconoscimenti ad alcuni tra i più importanti alfieri del nostro Paese, per il successo del programma televisivo Masterchef. Avete presente la patinatura delle immagini televisive, il mondo paillettato che pare essere il nuovo habitat di tanti nuovi chef? Ecco, Aurelio Damiani da spartire con ciò non ha probabilmente nulla. Così, tanto per essere chiari. Uno come lui, che peraltro ha tenuto alta la bandiera delle Marche in anni in cui a mantenerla issata non c’erano quelli che ora ne sono i massimi esponenti, dubito possa essere più lontano dal montaggio, tutt’altro che analogico, dallo studio delle battute, dal vaglio degli autori che la tv di fiction esige. Leggi il resto di questo articolo »

15/20

Cielo, Ostuni (BR), chef Sebastiano Lombardi. Di Carlo Cappelletti.

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31 gennaio 2012 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Abbiamo sempre sostenuto che potenzialmente la Puglia sia uno dei serbatoi culinari più importanti del nostro Paese, con i suoi prodotti importanti, con l’amore per il cibo che caratterizza i locali. Ultimamente poi, in barba ai molti che sostengono, legittimamente ci mancherebbe, che in questa terra i turisti vadano alla ricerca di una cucina di tipo estremamente tradizionale, assistiamo al felice matrimonio fra i caratteri propri del territorio pugliese ed un approccio esecutivo più in linea con l’evoluzione che la cucina ha avuto in questi ultimi due decenni. Questo fermo restando che ciò che amiamo è la felice compresenza in un territorio di tavole di tradizione e ristoranti non necessariamente di ricerca esasperata ma di matrice moderna come questo Cielo, locale fresco di maccarone gommato collocato all’interno del Relais La Sommità ad Ostuni, la città bianca a cui Tolkien si dev’essere ispirato per pensare la bianca Minas Tirith del Signore degli Anelli. Leggi il resto di questo articolo »

14/20

Enocratia, chef Eugenio Boer, Milano. Di Carlo Cappelletti.

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24 gennaio 2012 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

A Milano, nella metropoli recentemente travolta da un’invasione di ultracorpi pneumatici, brilla luminosa una stella nascosta. Siamo in quella che considero la zona più bella della città, perlomeno in quella dove a me piace passeggiare e portare gli amici che vengono da fuori, ossia i dintorni di S. Ambrogio. Un’area ricchissima di fascino, dove il vero piacere è perdersi girando a caso fra le vie ritorte godendo della vista di portici, bovindi e balconi da sogno. Leggi il resto di questo articolo »

670 Recensioni di ristoranti pubblicate al 18/5/2012.

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