Archivi per la categoria ‘Pizzerie’

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Pizzeria Lucullo, Cesena (FC), di Raffo

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25 novembre 2011 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

La cosa che più mi ha colpito di Joseph e Tiziana (peraltro in dolce attesa, per cui vanno ad entrambi le mie più sentite felicitazioni del caso) e del loro staff è la straordinaria disponibilità e la sorridente cortesia, cosa inusuale se non addirittura rara in questa tipologia di locale, per lo meno da me in Romagna. Di fatto alle richieste più strane e scomode mi veniva risposto puntualmente con un si ed un bel sorriso, tanto da far pensare che l’attività fosse al secondo giorno di apertura piuttosto che da febbraio 2010. Nel menù figurano molte proposte, dai vari antipasti (fra i quali spicca il “Bufalino”: ricotta di bufala, provola affumicata, mozzarella di bufala, prosciutto crudo, pomodoro di Sorrento e Montanara) a insalate, primi piatti (pochi e sempliciotti, a dire il vero) e sfizi vari, fritti e non.

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2/3

Pizzeria Piedigrotta, Varese. Di Carlo Cappelletti.

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17 agosto 2011 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Da molto tempo ci veniva vivamente consigliato di fare un salto per una pizza napoletana in quel di Varese. Vuoi per la distanza, però (per una qualche ragione i chilometri che ci separano da una pizzeria tendono ad essere più lunghi che quelli che ci collegano ad un bistellato), vuoi perché la pizza napoletana fuori da Napoli ci ha riservato cocenti delusioni ovunque, fuorchè in Campania, e neanche in tutte le province. Invece in questo locale accogliente ed abbastanza antifighetto (bonus, soprattutto per una colonia yuppie come Varese) guidato dal patron Antonello Cioffi abbiamo provato una convincente declinazione dell’originale. Certo, la distanza dal modello di riferimento c’è, ed è sensibile, ma entro certi limiti è questione di lana caprina se consideriamo quanto a 30 km dal Vesuvio cambino i pomodori (o il modo di preparare la salsa, che a mio parere segna il più grosso solco fra Napoli ed il resto del mondo) e l’acqua, tremenda da bere ma evidentemente fondamentale sia nella pizza che nel caffè, i due capisaldi che vantano innumerevoli tentativi di imitazione, ma senza il quesito con la Susy, la sadica enigmista uscita dalla penna di un erotomane. Pizza Napoli style, quindi la pasta, lievitata benissimo, è quella un po’ insapore a tutta farina bianca che si usa nelle zone d’origine, non è certo però quella saporita e di consistenza sexi della lievitante new wave. Non è però, ed è questa è la nota più importante, la tipica pseudonapoletananordica che dopo un minuto e mezzo rende bene esclusivamente come succedaneo del ballin ball. I prodotti sono scelti in maniera esemplare, e sorprendentemente in modo poco campanilistico puntano molto più verso l’Adriatico che sul Golfo. Eccellenti i salumi di Faeto, prosciutto e salame piccante, pregevole anche la mozzarella di bufala utilizzata, di un caseificio del Gargano il cui nome ho rimosso, ma che veniva pubblicizzata in carta come la migliore d’Italia.

Che poi sia la migliore non lo so, conosco poco la mozzarella di bufala fuori dalla Campania. Quel che posso dire è che se da un lato l’ho trovata estremamente concentrata ed intensa, dall’altro non ho però constatato quella commovente percezione della filatura che rende unica la consistenza delle migliori mozzarelle campane. Davanti a tali materie prime abbiamo optato, dopo l’assaggio della mozzarella, per due pizze non minimali, soprattutto considerato che appena seduti ci è sfilata davanti una Margherita, ma quella del Grande Fratello, ocheggiante dall’alto dei suoi paterni centimetri (con in allegato tacco 118). Così, perché siamo fighetti ma vi teniamo informati anche su importanti fatti di cronaca nazionale, rilevo anche la contumacia del Cavalier Cocco, probabilmente passato di cottura.
Ecco perciò (foto da cellulare, o da galera immediata per il fotografo, moi) pizza con fiori di cappero, acciughe, fiordilatte del Gargano e salame piccante di Faeto,

e con fiordilatte e prosciutto di Faeto (quest’ultimo davvero uno dei prosciutti migliori che abbia mai provato).

Altre pizze visionate in carta prevedono impiatti inconsueti (stracciatella in bicchierino sopra la pizza, lamine d’oro, mozzarelle intere sulla pizza) ed accostamenti più arditi, ma per una prima visita ci siamo tenuti calmi con le sperimentazioni.
Per accompagnare il tutto torniamo in Campania e peschiamo da una carta niente affatto banale la super del birrificio Karma di Alvignano (Caserta), imbottigliata in una bottiglia di un’altra tipologia :-) .
Da segnalare che i dolci, tra cui questo zuccotto ed un ottimo sorbetto al limone, sono in parte di De Riso ed in parte prodotti da un esterno locale. Presentazione (come quella della caprese), deliziosamente vintage.

il pregio : servizio giovane, di grande simpatia e disponibilità..
il difetto : ..non senza qualche distrazione.

Pizzeria Piedigrotta
Via Romagnosi 9,
21100 Varese
Tel 0332 287983
Pizze mediamente tra i 7 e i 9.50 euro. Degustazione euro 20.

Visitato nel mese di Luglio 2011
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Carlo Cappelletti

1/3

Pizzeria Italia 78, Bovisio Masciago (MB), di Alberto Cauzzi

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26 febbraio 2011 recensione di: Presidente

390

Recensione Pizzeria

Italia 78. Può essere un indirizzo. Ma anche no. Dopo i disastrosi Mondiali del 1974, dove fu esclusa al primo turno, la nazionale italiana di calcio ben figurò al Mondiale di Argentina del 1978 dove espresse un bel gioco e si piazzò al quarto posto, preludio del terzo fantastico mondiale dell’82. L’allenatore, Enzo Bearzot, presentò una nazionale giovane, e poco esperta, ma fresca e ricca di nuove individualità, capace di eliminare l’Inghilterra nelle qualificazioni. L’asse portante era costituita da giocatori che militavano da anni nella Juventus, il cosiddetto Blocco-Juve: Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Cuccureddu, Causio, Benetti, Tardelli e Bettega. La gran parte dei quali contribuì alla grande campagna di Spagna del 1982. Una vittoria che non arrivò per caso, così come il mondiale del ’78 fu anche ricordato per la non convocazione di un giovane genio talentuoso che di nome faceva Diego Armando Maradona.
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Nud e Crud, Piadineria d’autore, Rimini (RN) di Alberto Cauzzi

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17 dicembre 2010 recensione di: Presidente

390

Recensione Ristorante

Ah la piada … un “pane” antico, atavico. Farina, bicarbonato, strutto, acqua. Percorrendo la storia antica di questo alimento se ne trovano tracce ovunque, dall’Egitto, alla Turchia ed in molti altri luoghi del bacino mediterraneo, e non solo. La piadina non è altro che l’antico pane prima che, per un errore, si scoprisse la magia della lievitazione. E come tutte le tradizioni d’Italia anche la piadina è fonte di acerrimo campanilismo. Leggi il resto di questo articolo »

3/3

I Tigli , Simone Padoan. San Bonifacio (VR) Rob78

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11 giugno 2010 recensione di: Presidente

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Recensione .

Simone Padoan è come il sussidiario delle elementari.
E’ quella enciclopedia che tenevi in bella posizione nella libreria, la tua prima fonte di conoscenza. Io ci tenevo il “Conoscere” in quella posizione, con quella sua bella copertina arancione. Altri tempi, ora c’è Wikipedia.
La definizione da cercare sarà “ alta gastronomia per tutti “ e non pizzeria.
La pizza è un pretesto. Il nome pizzeria all’esterno serve a richiamare i fortunati viandanti, come il canto di una sirena.
Ma è tanto altro quello che li aspetta, è un piccolo pezzetto di cielo.
Il protettore dell’alta cucina sana e di qualità ha in Simone un grande alleato.
Il gusto per tutti, popolare, democratico , proposto sotto forma del prodotto più popolare che c’è.
Sotto mentite spoglie, come faceva Conticini a La Table d’Anvers di Parigi, prendendo un po’ in giro Jacques Chibois e riproponendo un suo classico fatto di scampi, fagiolini verdi e basilico sopra una base croccante e cornicione morbido denominata “Pizza des Langoustines…” Voilà! Forse la prima pizza etoilèe?

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2/3

Il Paradiso della Pizza, Vimercate (MB) di Azazel

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27 maggio 2010 recensione di: Presidente

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Recensione ristorante.

“Questa è una bella storia. Marco è un giovane ragazzo della Brianza (anche se di altre origini) cresciuto in una famiglia dai sani principi contadini. Attenzione estrema a ciò che si mangia, poco importa che si tratti di una carota, un pollo o un bicchier di vino, bisogna sapere però da dove arriva, dove è cresciuto e come è stato trasformato quell’alimento. Un imprinting che è stato nel tempo rafforzato da chi lo circonda, in particolare dalla famiglia della sua compagna. Ed un giorno, quando decide di rilevare la pizzeria d’asporto di un centro commerciale di Vimercate, inizia un percorso verso la qualità.

Farine del piccolo mulino biologico Sobrino (http://www.ilmulinosobrino.it) con un leggero innesto di Senatore Cappelli, impasto a lunga lievitazione con solo ed esclusivamente lievito madre, mozzarella di bufala di Aversa con arrivo bisettimanale, passata di pomodoro fatta in casa. Il percorso è ancora lungo e tortuoso, vuoi per la clientela da abituare ai nuovi gusti (nuovi ?) vuoi perché qualcosa, negli impasti e negli spessori così come negli ingredienti di contorno, è ancora da sistemare. Marco però non difetta di competenza, conoscenza, passione e determinazione. Gli ingredienti verranno cambiati uno alla volta, a piccoli passi. La qualità sta crescendo poco per volta, per evitare scossoni ed abituare i clienti, ormai assuefatti ai gusti di Spizzico & Co. E’ buffo, non trovate ? Una pizzeria d’asporto in un grigio centro commerciale che esprime una qualità superiore alla stragrande maggioranza delle pizzerie di Milano. Se ci andate chiedete di Marco, confrontatevi con lui. Troverete un vero artigiano d’un tempo, colui che vuole dare un senso al proprio lavoro non solo attraverso la soddisfazione economica ma anche e soprattutto attraverso la creazione di un prodotto di qualità, che esprima tutta la capacità e la passione nonché la competenza, con forza e determinazione. Aiutiamolo a crescere, a migliorarsi, la volontà c’è …”

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3/3

Pizzeria La Fucina, Roma. di Norbert

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10 maggio 2010 recensione di: Presidente

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Dopotutto in apparenza la ricetta è semplice:cercare con passione anche per la pizza ingredienti di qualità assoluta.
Un po’ come la scoperta dell’acqua calda.
La farina infatti è di coltivazioni biologiche(molino quaglia),e le guarnizioni di certificati produttori di varie parti d’Italia,proprio come se la si dovesse preparare per sé ed i propri cari.
L’idea poi di bandire ogni genere di antipasto in modo da non saziarsi anzitempo o comunque alterare la percezione della pizza stessa può sembrare,in effetti,un po’ talebana,ma,per quanto mi riguarda,estremamente condivisibile.
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670 Recensioni di ristoranti pubblicate al 18/5/2012.

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