Zemin, Taggia (IM) Il Guardiano del Faro



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Recensione ristorante.

L’orto Steineriano a bordo piscina rappresenta il biglietto da visita di questo autentico Agriturismo. Autentico perché, come ben sappiamo, il termine è stato utilizzato tanto spesso quanto a sproposito in migliaia di casi sul territorio nazionale.
In questo fortunato caso invece la riconversione di terreni un tempo utilizzati per la coltivazione di fiori e piante decorative, rivela attenzione verso i prodotti della terra coltivati nei diversi orti di proprietà e portati in tavola con semplicità e coerenza di idee.

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Qui si studia Steiner e si cerca di applicarne la filosofia . Ci si confronta con altri piccoli proprietari che stanno seguendo il filone biodinamico in tutta la penisola. Si vengono così a scoprire molti prodotti della terra dimenticati, e quando la ricetta da mettere in pentola lo richiede, si scambiamo idee e ortaggi provenienti da territori diversi.

Ma la dominante rimane il piccolo appezzamento nel giardino di questa bella villa a mezza collina vista mare. Quel fazzoletto di terra evidenzia quali siano gli ortaggi di stagione. Piccolo percorso didattico per adulti e bambini che così avranno chiaro e confermato il concetto di stagionalità.
Non ci sono zucchine, melanzane, pomodori o peperoni che colorino l’appezzamento. L’inverno è avaro di colori. L’inverno , anche nel dolce clima della riviera, fornisce finocchi, verze, cavoli viola o neri e meravigliosi carciofi.

Il concetto del “raccolto e mangiato” si manifesta con il primo antipasto che consiste in un’insalata di carciofi crudi e arance con radicchio. Il condimento, manco a dirlo, è essenzialmente olio nuovo ricavato da vecchi ulivi di proprietà, e le arance, normalmente non straordinarie da queste parti, invece lo sono, essendo state trapiantate piante idonee provenienti dalla Calabria, terra di origine della famiglia.

Alcune foglie di polenta croccate al rosmarino dell’orto , morbidi salatini di grano tenero all’acciuga e crostini al burro della Val Sangone ( apperò!…) accompagnano un bicchiere di Pigato di Laura Aschero . La scelta dei vini è limitatissima e comprende poche etichette oltre al vino della casa, che per ora è derivato da uve acquistate, ma non è escluso che la filosofia biodinamica porti in futuro alla produzione anche di un vino coerente a tutto il resto.
Tra i progetti, anche l’installazione di alcuni minialloggi nel vasto giardino, che possano soddisfare le esigenze dei turisti che vogliano soggiornare per un tempo maggiore della durata di un pranzo. Impianti fotovoltaici e altre fonti di energia alternative sono già funzionanti . Molto intelligente l’impianto che sfrutta lo spazio riservato al parcheggio, fungendo anche da copertura del medesimo.

Torniamo a tavola perché arriva il fumante zemin d’inverno. Piatto simbolo che da il nome al ristorante.
Si tratta di una onesta zuppa contadina con verdure ed erbe in brodo intenso arricchito da ceci e crostini di pane. Il buon olio della casa completa il felice risultato.
Migliorabili invece le tagliatelle di “crepe” con verdure in foglia e ricotta di pecora. Verdure troppo cotte e ricotta ,molto buona, ma slegata dal contesto .
Ancora vegetariano anche il secondo. Piacevoli carciofi dalla delicata farcitura, stufati con cipolla e serviti su crema di fagioli.
Se non c’è spazio per un dessert, c’è sicuramente per gli sfiziosi chicchi d’uva appassiti con cedro candito in foglie di cedro. Oppure per i fichi del giardino messi via a seccare dopo essere stati farciti di mandarino e noci. In abbinamento i liquori ( fatti in casa ovviamente) preparati con limoni, bergamotto e arancia. Notevoli gli ultimi due, che fanno dimenticare tanti limoncelli improvvisati.

Questo è il quadro: se vi è piaciuto andateci, ma prima provvedete a mettervi sotto il braccio un libro di Rudolf Steiner da leggere in giardino.

Piscina e orto.

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Orto didattico.

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Mise en place in ardesia.

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Lurisia e Laura Aschero.

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Sfoglie di polenta al rosmarino.

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Salatini di grano tenero all’acciuga e crostini al burro della Val Sangone.

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Insalata di carciofi e arance del giardino.

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Zemin d’inverno.

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Tagliatelle di “crepe” con erbe spontanee e ricotta di pecora.

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L’olio nuovo.

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Carciofi farciti su crema di fagioli.

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Uva appassita in foglia di cedro.

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Fichi secchi dal giardino , farciti di mandarino e noci .

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Liquori di agrumi della casa.

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il pregio : Il “raccolto e mangiato”

il difetto : La risicata scelta di vini.

Zemin
Via Periane 207
Taggia (IM)
Tel. ( +39 ) 0184 476791
Numero coperti interni : 15 – 20 (quindi meglio prenotare)
Dehors estivo : 40 coperti
Chiuso :Lunedi
Menù degustazione : 34 euro (con vini della casa inclusi)

http://www.zemin.it/

Visitato nel mese di Gennaio 2010

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COMMENTI DA FACEBOOK

3 COMMENTI

  • 28 febbraio 2010 23:40

    Non manchero’/remo di provarlo, grazie dell’assist GdF!
    Steiner sempre nel cuore e…nella panza :-)

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    • Il Guardiano del Faro

      1 marzo 2010 09:48

      Una cosa semplice Lucien, aperto da meno di un’anno ma con l’ambizione di farsi conoscere progressivamente, senza strafare.
      Posto buono anche per qualche riflessione su temi diversi dai consueti…

      Altri due aspetti interessanti sono :
      - L’apertura a pranzo e cena per quasi tutta la settimana e non, come per molti agriturismo, solo qualche servizio sul week end.

      - I prodotti ( frutta e verdura ) degli orti di proprietà messi via sotto vetro nel piccolo laboratorio autorizzato. Molto curata anche l’estetica delle confezioni.

      p.s
      Lucien, non c’entra niente, ma anche si, ma non mi ricordo mai come si chiama quel Lambrusco spettacolare di cui abbiamo riparlato recentemente.
      Mi è venuto in mente ieri mentre asciugavo un bottiglia di Gutturnio vivace de La Stoppa ;-) … ma il nome del produttore mi sfugge.

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