Recensione ristorante.
E’ una bella scena gastronomica quella di Lione. A un’ora di distanza dal centro della città, diversi mostri sacri; in centro, qualche indirizzo di gran pregio (già recensito da queste parti) e un bel fermento di piccoli locali dove, a prezzi quasi ridicoli, si trovano cucine davvero interessanti.
Così questo “Ourson qui boit”, dove officia un giovane giapponese a fare una cucina francese moderna ma sapientemente golosa, proposta a pranzo a 17 (sì, diciassette!) eurini per il proverbiale entrée-plat- dessert, da una carta cortissima (2 scelte per portata), tutta del mercato, portata a tavola tra legno e plexiglass.



