Recensione ristorante.
Aria nuova a Casa Grugno. Fresca, frizzante, che promette un gran bene. Dopo anni di collaborazione ed una stella michelin appuntata al petto, la strada di Enrico Bruguglio, gourmet appassionato e patron del ristorante e quella dello chef austriaco Andreas Zangerl si sono separate. Non so perché, poco importa. Mi interessa invece molto il pedigree di David Tamburini, 38enne cresciuto alla corte di Pietro Leemann e di Paolo Lopriore. Appena ho letto del suo arrivo mi sono catapultato e non sono affatto rimasto deluso da ciò che ho trovato. Una cucina siculo-loprioriana, neologismo quanto mai appropriato. Ottima materia prima locale, preparazioni che strizzano l’occhio alla clientela prevalentemente internazionale ma che riescono a soddisfare anche l’appassionato gourmet di passaggio. Una cucina in cui la creatività è al servizio del territorio. Leggi il resto di questo articolo »
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Casa Grugno, Taormina (ME), Chef David Tamburini, di Alberto Cauzzi
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La Capinera, Taormina, Chef Pietro D’Agostino di Roberto Bentivegna
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Questa recensione aggiorna la precedente valutazione che trovate qui
Garbo e misura. E tanto senso del gusto.
Mi piace Pietro D’Agostino perché ha trovato il giusto equilibrio tra la figura di cuoco e quella di ristoratore.
La sua è una cucina accattivante, personale, ma prima di tutto buona. I giusti abbinamenti, i giusti azzardi, ma senza strafare, senza disorientare il cliente. Perché ce lo siamo detto mille volte: non siamo noi a riempire i ristoranti. Magari con i clienti più “scafati” gli chef si divertono quel giusto in più (o no??!), ma non ci riempiono il locale.
La Capinera, Pietro d’Agostino. Taormina – di Norbert
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Questa valutazione, di archivio, è stata aggiornata da una più recente pubblicazione che trovate qui
Un anonimo villino sulla statale.
Il turismo della domenica ed il glamour di Taormina sono a due passi ma è come fossero lontani mille miglia. Una sala luminosa,un arredamento essenziale,un’atmosfera giovanile e poi il mare. Il mare fuori ma anche e soprattutto dentro. Pietro D’Agostino ha infatti un rispetto assoluto, quasi reverenziale, nei confronti di tutto ciò che proviene da esso ed i suoi piatti ne sono la testimonianza. Anche le altre materie prime di cui la Sicilia è ricchissima sono trattate con i guanti bianchi e puramente funzionali al concetto di esaltazione del territorio.





