Articoli marcati con tag ‘Rob78’

16/20

La Capinera, Taormina, Chef Pietro D’Agostino di Roberto Bentivegna

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8 novembre 2010 recensione di: Presidente

390

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Recensione Ristorante

Garbo e misura. E tanto senso del gusto.

Mi piace Pietro D’Agostino perché ha trovato il giusto equilibrio tra la figura di cuoco e quella di ristoratore.

La sua è una cucina accattivante, personale, ma prima di tutto buona. I giusti abbinamenti, i giusti azzardi, ma senza strafare, senza disorientare il cliente. Perché ce lo siamo detto mille volte: non siamo noi a riempire i ristoranti. Magari con i clienti più “scafati” gli chef si divertono quel giusto in più (o no??!), ma non ci riempiono il locale.

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18/20

Il Canto, Paolo Lopriore, Siena di Roberto Bentivegna

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14 settembre 2010 recensione di: Presidente

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La mancanza di immediatezza non può essere considerata un difetto per uno chef, semmai è una caratteristica, un sigillo. Potrebbe essere un difetto per un ristoratore ma non per un artista o artigiano che dir si voglia.
Se la complessità e la difficoltà di “farsi leggere” sono diventati un difetto, allora abbiamo un problema. La voglia di uniformare tutto sta facendo molti danni.
Il mondo moderno è certamente più orientato alla sensazione istantanea, alla prima impressione. E’ sempre più difficile attendere, scoprire, non vivere di pregiudizi.
La cucina di Paolo Lopriore richiede di fare preventivamente tabula rasa e richiede pazienza, attesa, fiducia. Attributi difficilissimi per l’utente medio che siede al ristorante, che semmai ha desiderio di conferme, di sicurezze, di svago.
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15/20

Taverna del Capitano – Massa Lubrense (NA), Chef Alfonso Caputo. Di Roberto Bentivegna (Rob78)

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2 settembre 2010 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Generosa e decisa, abbondante e strabordante, semplice e diretta: la cucina di questa Taverna è lo specchio della sensazione che mi ha lasciato Alfonso Caputo. Anche la sala è una chiara propaggine della cucina: difficile trovare tanta genuina voglia di far star bene il cliente (e i complimenti al maitre sono d’obbligo).
Qui i vostri desideri, compatibilmente alle possibilità umane, saranno accontentati.
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2/3

Wine Bar Rosa Alpina, Hotel Rosa Alpina. San Cassiano – di Rob78

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13 agosto 2010 recensione di: Presidente

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Recensione ristorante.

Carne di manzo italiano Limousine Selezione Macelleria Damini di Arzignano

PIU’

Pizze con farine naturali macinate a pietra di grano proveniente da colture biologiche in collaborazione con la Pizzeria i Tigli di S. Bonifacio

PIU’

Proposte gustose, semplici, dirette, con buone materie prime

UGUALE

Locale pieno. Leggi il resto di questo articolo »

17/20

Ristorante St.Hubertus, Hotel Rosa Alpina. San Cassiano – di Rob78

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1 agosto 2010 recensione di: Presidente

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Recensione ristorante.

Il contesto può far perdere la bussola. La fiabilandia creata dalla famiglia Pizzinini è qualcosa di incredibile, sia dal punto di vista alberghiero, sia dal punto di vista ristorativo.
Tante possibilità, tutte nel segno della qualità, tutte proposte col sorriso ben stampato in faccia che costa niente, eppure, chissà perché, è così difficile da trovare in giro.
Sei poi sei in Alta Badia, dove gli chef stellati, rinominati i DoloMitici, sono anche amici e danno almeno l’idea di fare gruppo, beh, allora ti devi proprio dare un pizzicotto ogni tanto per essere sicuro di non stare sognando.
E’ tutto oro quel che luccica?

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17/20

Asador Etxebarri, Victor Arguinzoniz . Atxondo-Axpe (Paesi Baschi) di Rob78

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16 giugno 2010 recensione di: Presidente

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Recensione ristorante.

No, Victor Arguinzoniz non usa pentole classiche e fornelli.
Sì, Victor Arguinzoniz è un Asador, un Grigliatore.
Forse, Victor Arguinzoniz è un cuoco.
Per molti non è così, e la cosa mi lascia francamente basito.
Perché non dovrebbe esserlo? La tecnica di cottura più antica al mondo: il fuoco, la griglia, il cibo. Non è cucina questa?
Troppo semplicistico dire che Victor usa solo questa unica tecnica: di unico c’è solo il fuoco e il calore.
Poi vengono gli studi sul diverso legno da usare a seconda di cosa si mette sopra la griglia, vengono le invenzioni degne del miglior Leonardo applicato alla cucina: le griglie basculanti per regolare la distanza/temperatura, o i forni per la brace, padelle con griglie stile colino, padelle forate millimetricamente con laser, una pentola con una cavità al centro, manco fosse l’Etna, per cuocere al vapore della legna alcuni frutti di mare, come i mitili. Chi più ne ha più ne metta. Quercia per il pesce e vite per la carne, a volte olivo, altre sarmento, il ramo lungo e sottile della vite. Legno di melo per il caviale. E per il gelato? Si lascia il latte a ridurre sulla stufa. Mc Gyver ci fa una pippa.

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3/3

I Tigli , Simone Padoan. San Bonifacio (VR) Rob78

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11 giugno 2010 recensione di: Presidente

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Recensione .

Simone Padoan è come il sussidiario delle elementari.
E’ quella enciclopedia che tenevi in bella posizione nella libreria, la tua prima fonte di conoscenza. Io ci tenevo il “Conoscere” in quella posizione, con quella sua bella copertina arancione. Altri tempi, ora c’è Wikipedia.
La definizione da cercare sarà “ alta gastronomia per tutti “ e non pizzeria.
La pizza è un pretesto. Il nome pizzeria all’esterno serve a richiamare i fortunati viandanti, come il canto di una sirena.
Ma è tanto altro quello che li aspetta, è un piccolo pezzetto di cielo.
Il protettore dell’alta cucina sana e di qualità ha in Simone un grande alleato.
Il gusto per tutti, popolare, democratico , proposto sotto forma del prodotto più popolare che c’è.
Sotto mentite spoglie, come faceva Conticini a La Table d’Anvers di Parigi, prendendo un po’ in giro Jacques Chibois e riproponendo un suo classico fatto di scampi, fagiolini verdi e basilico sopra una base croccante e cornicione morbido denominata “Pizza des Langoustines…” Voilà! Forse la prima pizza etoilèe?

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603 Recensioni di ristoranti pubblicate al 5/2/2012.

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