Recensione Ristorante
Se si vuole avere un’idea di quanto uno chef possa spingersi, anche nel tempo dei mille congressi e delle mille scopiazzature, su piste personali, continuo a consigliare una visita da queste parti.
Con tutti i preamboli del caso, perché Fredrik Andersson ha scelto di spostarsi in un sobborgo piuttosto anonimo della bella capitale svedese; perché d’inverno muoversi da queste parti richiede abbigliamento d’occasione; perché la natura qui al nord va davvero in letargo e per chi voglia usare solo ingredienti locali la scelta non è per niente facile; perché è cucina di mille sfumature che a volte rischiano di essere quasi impalpabili e la delusione, per molti palati avvezzi a gusti più esplosivi, è dietro l’angolo.
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