Recensione Ristorante
Primo mito da sfatare : a Milano si mangia il miglior pesce d’Italia, il più fresco. Non è affatto vero. Secondo mito da sfatare : mangiare pesce di qualità, soprattutto lontano dai luoghi in cui il pesce è pescato, è possibile sotto i 30 euro. Falso! Però Milano è in grado ancora di stupirci con luoghi come questo Ciro, in cui il pesce è fresco, ottimo, non troppo elaborato ma, ahimè, costa caro. Leggi il resto di questo articolo »
Articoli marcati con tag ‘Milano’
Ristorante da Ciro, Milano, di Alberto Cauzzi
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Ristorante D’O, Chef Davide Oldani, Cornaredo (MI), Alberto Cauzzi
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Recensione ristorante.
Quante volte mi sono chiesto quale sia il reale valore della critica sul web.
Spesso i blogger sono vittime di luoghi comuni tra i più variegati, più o meno simpatici, a tratti allucinanti forse perché molti cuochi non hanno ancora compreso a pieno la portata rivoluzionaria che il web sta imponendo in questo come in altri mondi.
Chi avrebbe mai detto che un quotidiano completamente digitale, l’Huffington post, avrebbe messo in crisi le grandi testate americane, obbligate a ripensare il proprio modello di business, incentrato sulla carta e sulla comunicazione attraverso i media tradizionali ?
E chi si sarebbe immaginato un mondo in cui un cliente, un normale avventore, avrebbe avuto l’opportunità di entrare in un ristorante e di parlarne liberamente su un forum prima, su un blog tematico poi, a migliaia e migliaia di persone? Leggi il resto di questo articolo »
Ristorante l’Ulmet, Chef Alessandro e Giovanni Mooney, Milano, di Alberto Cauzzi
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Recensione ristorante.
L’Ulmet nacque nel 1985 ad opera di Enrico Mooney e subito si impose come uno dei punti di riferimento per la nuova cucina lombardo-milanese. Attenzione alle cotture e ai condimenti, più leggeri. Qualche pizzico di esotismo qua e là, tanta tecnica francese, il cui incipit principale erano le salse ma soprattutto i fondi, concentrati e persistenti. Oggi Enrico è meritatamente pensionato ma i suoi due figli, Giovanni e Alessandro portano avanti la tradizione rigorosamente fedeli ai dettami del padre. E con questi primi freddi non c’è di meglio che accomodarsi a uno dei pochi ma eleganti coperti di questo locale storico di via Disciplini per poter gustare una cucina di ampia sostanza, ben realizzata, golosamente centrata, ma anche moderatamente elegante quanto basta. Leggi il resto di questo articolo »
Ristorante Manna, Matteo Fronduti, Milano, di The Dark Knife
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Recensione ristorante.
Matteo Fronduti è un cuocone che ti mette simpatia. Quando viene al tuo tavolo a prendere l’ordinazione ti guarda dall’alto della sua stazza e sotto i suoi baffi da rocker anni ’70 sogghigna non vedendo l’ora che gli chieda incuriosito spiegazione sugli ironici e buffi nomi che assegna ai suoi piatti. Per chi non fosse mai stato qui, alla sola consultazione del menu, è lecito porsi una domanda: “ma in un posto così si potrà anche mangiare bene?!”. Sì. E lo si capisce subito, ancor prima di assaggiare i piatti, dall’aspetto molto curato. “Il tutto fumo e niente arrosto” qui non è di casa. Leggi il resto di questo articolo »
Alice, chef Viviana Varese, Milano, Carlo Cappelletti
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Recensione ristorante.
Bisogna ammettere che Viviana Varese, dall’apertura di Alice nel 2007, ne ha fatta di strada. Ha reso più elegante e raffinata la sua cucina, agli inizi troppo generosa nell’uso di materie grasse per la levatura e l’ambizione che si proponeva. Oggi, attraverso un’incessante applicazione, tanta volontà, una buona dose di rigore e tante esperienze nei ristoranti da cliente ma anche da cuoca, la sua cucina è diventata più moderna, attuale e soprattutto più leggera, tanto che diversamente da un tempo l’assunzione dell’intero menù degustazione non lascia alcun senso di pesantezza. Lodevolmente tutto ciò è stato ottenuto senza rinunciare ad una vocazione decisamente Sud-oriented che, non dimentichiamolo, è il marchio di fabbrica di questa tavola, ciò che la rende un unicum nel panorama milanese, perlomeno all’interno della più ristretta cerchia dell’alta ristorazione. Ciò che manca ancora, è un dettaglio ma è esiziale, è l’equilibrio delle sapidità. Non solo perché il locale, pur con la già citata impronta meridionale, sia collocato vicino al centro della città simbolo del Nord, ma perché al di là del palato di ognuno esiste un limite che, lo sappiamo bene, non riguarda solo l’ambito gustativo. Leggi il resto di questo articolo »
Ristorante Vun, Hotel Park Hyatt, chef Andrea Aprea, Milano (MI), di Davide Bertellini
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Diamo il benvenuto a Davide Bertellini, girovago-gourmet con forte predilezione per le più basse latitudini del nostro globo. Viaggia spesso per lavoro in sud america, chissà che presto non ci porti qualche resoconto anche da quelle zone
Il Presidente
Recensione ristorante.
Entrando al Vun (dal dialetto milanese Uno) all’interno del hotel Park Hyatt di Milano si avverte già nell’aria il rinnovamento avvenuto in concomitanza delle vacanze estive che ha visto succedere Andrea Aprea al posto di Filippo Gozzoli.
Aprea, napoletano verace, giunge a Milano dopo una bella esperienza al Comandante di Napoli dove arrivò dopo aver “girovagato” fra le cucine di vari chef stellati( tra cui Heston Blumenthal) e la intrigante ed esotica Malesia. Un passato che si coglie nei piatti da lui creati dove alla tradizione degli ingredienti tipici napoletani si accompagnano profumi e tecniche che arrivano da lontano. Una cucina tecnicamente ben curata, armonica, forse a tratti troppo “sostanziosa” e ricca. Una cucina che ci è piaciuta, anche se forse non ha ancora trovato il suo completamento e la sua articolazione piena, dovendo rispondere si alle esigenze imposte da un ristorante d’albergo, ma che potrebbe (viste le premesse) e può diventare più marcatamente originale e personale.
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