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Recensione ristorante.
Matteo Fronduti è un cuocone che ti mette simpatia. Quando viene al tuo tavolo a prendere l’ordinazione ti guarda dall’alto della sua stazza e sotto i suoi baffi da rocker anni ’70 sogghigna non vedendo l’ora che gli chieda incuriosito spiegazione sugli ironici e buffi nomi che assegna ai suoi piatti. Per chi non fosse mai stato qui, alla sola consultazione del menu, è lecito porsi una domanda: “ma in un posto così si potrà anche mangiare bene?!”. Sì. E lo si capisce subito, ancor prima di assaggiare i piatti, dall’aspetto molto curato. “Il tutto fumo e niente arrosto” qui non è di casa. Leggi il resto di questo articolo »




