Articoli marcati con tag ‘leonardo casaleno’

15/20

Relæ, Chef Christian Puglisi, Copenaghen, di Leonardo Casaleno

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5 giugno 2013 recensione di: Presidente

Recensione Ristorante

Christian Puglisi è un giovane chef che ha già grandi trascorsi alle spalle: stagista a El Bulli, significativa esperienza al Taillevent di Parigi e, soprattutto, sous chef di Rene Redzepi al Noma per qualche anno.
Danese d’adozione, Puglisi, oltre a essere un bravo cuoco, è anche e soprattutto un deciso e brillante imprenditore. Insieme al socio Kim Rossen (anch’egli ex Noma) ha aperto i battenti del Relæ circa tre anni fa a rischio di rimanere nell’ombra del suo mentore. E invece la scommessa è stata vinta alla grande.
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13/20

Donna Carmela Resort, Chef Giuseppe Puglisi, Carruba di Riposto (CT), di Leonardo Casaleno

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23 maggio 2013 recensione di: Presidente

Recensioni Ristoranti

Alle spalle la sommità dell’Etna, in prossimità lo scorcio dello Jonio. In mezzo vigneti, palme, zagare, limoni, ulivi secolari, numerose bellezze floreali della macchia mediterranea e piante subtropicali. Siamo tra Taormina e Catania, in un raffinato boutique hotel che domina l’azienda della famiglia Faro, noti florovivaisti siciliani nonché, da qualche anno, produttori di vino, che hanno dato nuovo lustro ad una bellissima dimora nobiliare di fine ottocento, ristrutturandola e ammodernandola con raro gusto. Uno dei tanti esempi di grande imprenditorialità che sfrutta degnamente l’incantevole natura della Sicilia. E come tante bellezze dell’isola, in questi luoghi non si può prescindere dall’unicità e dalla forza delle materie prime e dagli interessanti vini locali e, al ristorante del Donna Carmela, di questi v’è traccia più che tangibile.
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1/3

LadyBù, Chef Riccardo Orfino, Milano, di Leonardo Casaleno

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17 maggio 2013 recensione di: Presidente

Recensioni Trattorie

L’attuale momento gastronomico è segnato da due paroline magiche: “low cost”. Siamo consapevoli che questo concetto sta diventando un luogo comune, ma pizzerie, trattorie e hamburgerie di città spopolano. C’è poco da fare, all’italiano piace uscire a cena e se riesce a contenere i costi, la soddisfazione è doppia.
La qualità però ha un costo spesso elevato e l’attenzione verso di essa è aumentata notevolmente negli ultimi anni. Qualità e prezzi contenuti sono dunque due concetti inconciliabili? Al ristoratore l’arduo compito di sapersi reinventare e pensare alla soluzione, che rimane difficile, ma non sempre.
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18/20

Noma, Chef René Redzepi, Copenaghen, di Leonardo Casaleno

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5 maggio 2013 recensione di: Presidente

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Recensione Ristorante

“Nel tentativo di plasmare il nostro modo di cucinare, guardiamo al nostro paesaggio e approfondiamo i nostri ingredienti e la nostra cultura, nella speranza di riscoprire la nostra storia e il nostro futuro”.
Mangiare al Noma oggi significa fare un’esperienza fuori dal comune. È riduttivo parlare soltanto di cibo. Cosi come riduttivo è limitarsi alla valutazione gustativa ed emozionale del singolo piatto senza contemplarlo – probabilmente a mente fredda – soffermandosi sulla filosofia e la costante ricerca che c’è dietro ogni preparazione. E’ solo prendendo un aereo per la Danimarca che si riesce a concepire l’incredibile successo di questo cuoco e del suo luogo. René Redzepi, fenomeno classe ’77, ha (re)inventato la cucina dei paesi del Nord, un po’ come hanno fatto i fratelli Adrià con la cucina moderna, ed il pensiero della sua NOrdisk MAd ha avuto una tangibile influenza su moltissimi cuochi e ristoranti, non solo nordici. Leggi il resto di questo articolo »

15/20

Trattoria del Nuovo Macello, Chef Giovanni Traversone e Marco Tronconi, Milano, di Leonardo Casaleno

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7 aprile 2013 recensione di: Presidente

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Recensioni Ristoranti

Una cucina con qualità sorprendentemente al di sopra delle aspettative. E’ il probabile giudizio che darà l’avventore poco familiare a questa tavola la prima volta che uscirà dalla porta del Nuovo Macello.
Questo storico indirizzo milanese – qui dal ‘27 – forse non ha ancora acquisito la notorietà che meriterebbe, specie se si fa un raffronto con la concorrenza cittadina. Probabilmente il nome non dirà nulla al pubblico gourmet nazionale, ma basta una visita per comprendere le potenzialità di questa tavola e l’autorevolezza di chi c’è dietro i fornelli.

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15/20

Magorabin, Chef Marcello Trentini, Torino, di Leonardo Casaleno

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20 marzo 2013 recensione di: Presidente

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Recensioni ristoranti

Il Maguràbìn probabilmente è una figura medievale, sorta di santone che peregrinava tra quelli che oggi sono le Langhe e i borghi limitrofi di Torino per fornire alla gente prestazioni (anche legali) di diverso tipo. Il termine era inoltre utilizzato per invocare “l’uomo nero” e spaventare i bambini inappetenti costringendoli a mangiare il pasto quotidiano.
Marcello Trentini, dieci anni or sono, decise di battezzare il suo piccolo ristorante all’ombra della Mole con un nome che rimanesse facilmente impresso in mente e, allo stesso tempo, che avesse uno stretto legame con la tradizione e il territorio.
Già, il territorio piemontese, vasto come pochi sì da non temere rivali in termini di prodotti alimentari e grandi vini.
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18/20

Ristorante Cracco, Chef Carlo Cracco e Matteo Baronetto, Milano, di Leonardo Casaleno

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3 marzo 2013 recensione di: Presidente

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Recensione Ristorante
Acetosella, chicura e bottarga, caglio fresco di capra, mascarpone, yogurt e cappero, pomodoro, rosa, frutto della passione, melograno, foglia di limone. Sono gli “acidi”. I propulsori di quella sensazione palatale sempre inseguita dagli estimatori delle grandi tavole. Un nirvana da raggiungere per sentirsi arrivati e pronti a tutto. Ma cosa spinge tanti gourmet a ricercare la tanto agognata acidità? Forse non c’è una risposta. Le tonalità e i giochi acidi in un piatto non sono determinanti, né un surplus per valutare meglio la capacità di un cuoco. In casi come questo, tutti gli ingredienti acidi, alcuni grassi, altri vegetali, creano l’armonia perfetta per far rilassare il palato dopo un lungo rincorrersi di gusti forti, tenui, sapidi, dolci e amari. Il tutto nel segno dell’acidità. “È il nostro sorbetto” esclama il maître. Mai concepimento fu più azzeccato.
Nel sottoscala di Via Victor Hugo, complessivamente, si è sempre mangiato bene, nonostante nel corso degli anni il ristorante non sia stato immune da critiche di ogni specie e ricorrenti attacchi mediatici.
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944 Recensioni di ristoranti pubblicate al 19/6/2013.

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