
Questa recensione aggiorna la precedente valutazione che trovate qui
Recensione ristorante.
Vetro, pietra e natura. E luce.
In ogni sua sfumatura, è presente ovunque, quasi un ingrediente imprescindibile finanche della cucina.
Ma non solo.
Michel Bras, avendogli io chiesto alla fine quanto sforzo mentale ci fosse voluto vent’anni fa per immaginare e tirare su dal nulla un posto simile, mi ha sorriso e mi ha risposto che non solo di cervello si è trattato, ma anche, e soprattutto, di cuore.
Ed in effetti in tanta armonia non può non esserci altrettanto sentimento.
L’Aubrac è un’altra dimensione.
In cui tutto è lontano, ma, ancor di più, appare non necessario, superfluo.
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