Recensione Ristorante
Fra gli indubbi vantaggi di rivoluzioni, rivolte e repubbliche varie che nel corso dei secoli si sono susseguite in Francia c’è il fatto che molti palazzi inizialmente appartenenti alla nobiltà siano andati via via non solo allo Stato, ma anche a privati cittadini o ad istituzioni, che li hanno in molti casi messi a disposizione del pubblico trasformandoli in alberghi di lusso. L’hotel de Crillon (inizialmente hotel d’Aumont) fu fatto erigere nel 1758 da Luigi XV insieme agli altri edifici che segnano l’inizio della rue Royale e destinato, come altri dello stesso complesso, a svolgere il ruolo di hotel particulier della nobiltà francese. In esso Maria Antonietta riceveva lezioni di musica e da esso si potè assistere all’esecuzione di Luigi XVI nella prospiciente Place de la Révolution, l’attuale Place de la Concorde. A seguito di passaggi di proprietà (alla famiglia Crillon), di confische rivoluzionarie ed acquisizioni successive l’hotel si è conservato pressoché intatto fino ai nostri giorni, e nella sala delle feste collocata al piano terra è ubicato Les Ambassadeurs, il ristorante di punta dell’attuale albergo di proprietà di un membro della famiglia reale saudita.
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Articoli marcati con tag ‘Gourmet’
Les Ambassadeurs, Paris (F), chef Christopher Hache. Di Carlo Cappelletti.
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LoRo, Trescore Balneario (BG), chef Antonio Rocchetti. Di Carlo Cappelletti.
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Recensione Ristorante
L’area prealpina compresa fra le città di Bergamo e Brescia (in rigoroso ordine alfabetico, ché è da ben prima della corsa sotto la curva di Carletto Mazzone che da queste parti son storie tese) ospita un considerevole numero di ristoranti blasonatI. Alta è la concentrazione di tavole premiate dalla Rossa ed il motivo non ci stupisce. L’attenzione al cliente infatti ci pare toccare in queste zone vette più elevate che in molte altre parti d’Italia. I primi esempi che mi vengono in mente sono ovviamente il Miramonti e Da Vittorio fra i locali più celebri, ma anche fra quelli monomacaronati Al Vigneto e L’Osteria della Brughiera, tutti luoghi in cui, a prescindere dalla cucina di diverso accento e livello, ci si sente coccolati in modo particolarmente premuroso. Leggi il resto di questo articolo »
A di Alice, Monza, chef Luca Mauri. Di Carlo Cappelletti.
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Recensione Ristorante
Lo strano andamento del mondo vuole che Monza, nonostante sia la terza città della Lombardia, sia incomprensibilmente non avara, peggio, di tavole frequentabili. Qualche locale prova a darsi un tono sfoderando un po’ di apparenza, in verità nemmeno tanta , ma pochissima sostanza. Non possiamo quindi che accogliere con piacere l’arrivo in città di Luca Mauri e del suo A di Alice, che ci pare seriamente candidato a colmare questa lacuna ormai storica. Leggi il resto di questo articolo »
La Brioschina, Chef Edoardo Ruggiero, Milano, di Leonardo Casaleno
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Recensione Ristorante
Chi lo dice che a Milano, per provare un’ottima cucina della tradizione sia necessario mettere piede in qualche storica trattoria o osteria? Nella defilata Piazza Carrara, a sud della città, c’è un grazioso ristorante appena sfiorato dal via vai delle automobili che sfrecciano sul naviglio pavese. Interni caldi e rilassanti, un bel camino sempre acceso in inverno e una curata cucina non soltanto tradizionale, rivisitata e alleggerita, che propone anche spunti di creatività ma, sapientemente, senza troppe pretese.
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La Tasquita de Enfrente, Madrid (ES), Fabio Fiorillo
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Recensione Ristorante
Il miglior ristorante tradizionale di Madrid?
Il punto interrogativo è d’obbligo.
Secondo il guru della critica gastronomica spagnola, Garcia Santos, la Tasquita è la massima espressione del cibo di qualità della capitale.
Dopo la nostra visita nutriamo numerosi dubbi sull’attendibilità di tale affermazione.
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Ristorante Otto e Mezzo, Roma, Chef Andrea Quaranta, di Giovanni Gagliardi
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Recensione Ristorante
Un omaggio alla Roma felliniana fin dal nome, il nuovo locale che il vulcanico Andrea Fusco, chef patron del Giuda Ballerino ha aperto dallo scorso 26 settembre, a poca distanza da quella Via Veneto simbolo della Dolce Vita che fu.
Alla regia (rectius ai fornelli) Andrea Quaranta, già con Fusco al Giuda e Alba Esteve, cuoca pasticciera con esperienza niente di meno che a El Celler de Can Roca. In sala la professionalità del maitre Michel Magoni.
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