Articoli marcati con tag ‘Fabrizio Nobili’

14/20

Ristorante La Valle, Chef Gabriele Torretto, Trofarello (TO), di Fabrizio Nobili

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28 dicembre 2012 recensione di: Presidente

Recensione Ristorante

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Una bassa palazzina nel cuore storico di Trofarello, nella prima cintura torinese, ospita il locale di Gabriele Torretto, capace di coniugare il rispetto della tradizione con sensibilità ed esigenze contemporanee.
Le tre sale in cui è suddiviso sono accomunate da luci soffuse, arredi tradizionali in legno scuro, orologi e vasellame d’epoca alle pareti, mise en place impeccabile e candida, che conferiscono una vaga atmosfera d’antan su cui si innesta armoniosamente un’interessante selezione di quadri contemporanei a tema.
E lo stesso connubio stilistico lo si ritroverà nei piatti proposti, a ben vedere tutti intrinsecamente classici e piemontesi, in grado di rassicurare una clientela prevalentemente locale e dunque “conservatrice” come quella sabauda, ma con alleggerimenti e spunti tecnici in grado di dimostrare comunque la consapevolezza da parte di questo chef, di quanto sta succedendo, in ambito culinario, fuori dalle ovattate mura del suo ristorante.
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1/3

Il Caminetto – Lecco (loc. Versasio), di Fabrizio Nobili

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22 settembre 2012 recensione di: Presidente

Nato nel 1968 come “chiosco”, evolutosi in bar con buone proproste al calice ed interessanti taglieri di salumi e formaggi, da diversi anni questo locale si trasforma, nelle sere d’estate, in pizzeria di tutto rispetto.
Ed è proprio nella stagione più calda che il locale offre il meglio di sé, con i tavolini ed alcuni comodi divani, sparsi nell’ombra ristoratrice e quieta di questo balcone naturale, fra i boschi alle pendici del Resegone, con un panorama della Grignetta che al tramonto assume rosate sfumature dolomitiche, seppure a pochi minuti di macchina da Lecco e dalla comoda statale. Leggi il resto di questo articolo »

1/3

Baita Inarca, Proserpio (CO), di Fabrizio Nobili

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9 dicembre 2011 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Era da circa un decennio che non pranzavo in questo locale, benché queste zone le conosca piuttosto bene, luoghi dove spesso venivo e vengo tuttora ad arrampicare o a fare passeggiate tranquille; forse perché la baita Inarca si raggiunge percorrendo una strada senza sbocco al termine della quale iniziano boschi, pascoli e sentieri.
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14/20

Ristorante Il Centro, Priocca d’Alba (CN), Famiglia Cordero, di Fabrizio Nobili

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27 ottobre 2011 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Una bellissima giornata in periodo di vendemmia, quasi un peccato rinchiudersi al ristorante, forse sarebbe meglio un giro per vigne ma se l’obiettivo è un luogo come questo allora la soddisfazione si raggiunge comunque. Situato nel pieno centro del paese,  ricavato in un tipico immobile d’epoca, ha interni classici, sobri e dignitosi come tutte le cose del buon tempo antico. La gestione è impeccabile sotto ogni punto di vista, nulla è lasciato al caso: la clientela è l’unico obiettivo che la famiglia Cordero ha bene in mente e si prodiga con tutte le forze per raggiungere lo scopo: accontentare e far star bene la più ampia fascia possibile. La cucina è quella della tradizione piemontese espressa alla sua massima potenza, e davvero ogni piatto trasuda cultura culinaria. Il servizio è preciso, cordiale, premuroso, dallo charme sabaudo, in rigorosa divisa e con le scarpe lucide. La cantina è estremamente fornita e la profondità di annate dei vini più blasonati del territorio permette di soddisfare le richieste di qualsiasi cliente, a prezzi più che corretti, e si può contare su di una consulenza dettagliata e competente. Leggi il resto di questo articolo »

12/20

Ristorante Materia prima, Cassago Brianza,Chef Fabrizio Colzani, di Fabrizio Nobili

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27 luglio 2011 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Di recentissima apertura nel cuore della laboriosa Alta Brianza, questo ristorante inserito in un moderno ed elegante complesso alberghiero si presenta nei suoi colori chiari, materiali nudi e linee essenziali; la sala è oblunga ed i tavoli allineati ricordano i ristoranti giapponesi più essenziali, il tutto illuminato da un’ampia vetrata che guarda sul cortile/parcheggio. Il nome fa pensare immediatamente ad una proposta culinaria che non sia invasiva nelle preparazioni lasciando spazio ai sapori primari. Lo chef ha un curriculum che lo rappresenta più nei suoi ultimi trascorsi piuttosto che l’inizio della sua carriera. Sono infatti evidenti i sapori che traggono spunto dalla cucina di Davide Oldani, uno dei suoi maestri, così come invece le preparazioni si avvicinano più alla memoria del ristorante Via del borgo di Concorezzo di cui  Colzani in passato è stato sous chef.
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18/20

Bruno Oger, Villa Archange, Cannes, Le Cannet (FR), di Fabrizio e Monica Nobili

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5 giugno 2011 recensione di: Presidente

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Recensione Ristorante

Riteniamo che la più calzante definizione per Bruno Oger sia quella di neoclassico, benché la sua creatività ed il suo stile superino buona parte degli artisti, scultori ed architetti, così classificati, perché questo giovane chef ha in più la capacità di trasmettere emozioni. E’ evidente che egli ha bene in mente come e dove arrivare per rendere i suoi piatti belli alla vista, precisi al palato, armonici ed eleganti fino all’ossessione eppure sorprendenti, quel tanto che basta, per non annoiare con la loro perfezione.

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12/20

La Marelle, chef Didier Goiffon, Perronas (FR), di Fabrizio Nobili

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31 maggio 2011 recensione di: Presidente

Recensione Ristorante

Quelli di passione gourmet sono esterofili e soprattutto francofili!
Un’accusa che ci sentiamo ripetere spesso, ma un’affermazione che purtroppo oggi viene smentita. Così come lo sono state le alte aspettative che avevamo dato il curriculum dello chef e le positive valutazioni francesi. Omnivore lo premia come personaggio dal futuro roseo, la stella Michelin brilla ormai da qualche anno, la Gault Millau 2011 nomina Didier Goiffon grande chef di domani, alla suonata età di 42 anni :-)

Noi, umilmente, ci sentiamo di catalogare il giovane cuoco di Bresse tra i seguaci del con-fusion, neologismo mai più appropriato per questa cucina così ricca, opulenta, ma senza una direzione chiara. Un miscuglio di ingredienti che apporta solo confusione gustativa e visiva, senza approdare ad una chiusura dal senso compiuto. Richiami, rimandi (l’ostrica a la coque ne è un limpido esempio) al classico ma resi confusionari da millanta ingredienti aggiunti senza alcun senso e nesso. Il confine tra la genialità barocca e la confusione raffazzonata non è poi così sottile come può sembrare. E’ questo  ristorante ne è un vivido e lapalissiano esempio.
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922 Recensioni di ristoranti pubblicate al 20/5/2013.

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