Articoli marcati con tag ‘Fabio Fiorillo’

14/20

Ristorante Kresios, chef Giuseppe Iannotti, Telese Terme (BN), di Fabio Fiorillo

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9 aprile 2013 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Telese Terme è luogo ameno, distante pochi chilometri dal confine con la provincia di Caserta, ma lontano, molto lontano dal degrado che caratterizza la zona a nord-est del capoluogo.
Ed è qui che Giuseppe Iannotti ha voluto investire e inaugurare un anno e mezzo fa una struttura sicuramente ambiziosa, hi-tech, ad offerta multipla: un negozio con prodotti eno-gastronomici selezionati con grande cura, un bistrot per una sosta veloce ma di qualità, ed un ristorante “gourmet”, con pochi tavoli ad accogliere le creazioni della cucina a vista.
Un bel paesaggio campestre circonda l’isolato, il giardino ed il terrazzo sono curati, le viti ordinate, i monti del Matese sullo sfondo.
Tutto predispone al meglio, compresi i numerosi attestati di stima che giungono da più direzioni in favore del giovane cuciniere.
Non esitiamo, quindi, ad affidarci totalmente allo chef ed a selezionare il menù degustazione più ampio, denominato “a mano libera”.
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16/20

Antica Osteria Nonna Rosa, Chef Peppe Guida, Vico Equense (NA), di Fabio Fiorillo

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26 marzo 2013 recensione di: Presidente

Recensioni ristoranti

La lontananza dalle strade più battute della Penisola Sorrentina potrebbe essere un deterrente per chi intende inerpicarsi per le strette viuzze di Località Pietrapiana, ma siamo certi che difficilmente vi pentirete della deviazione.
È davvero incredibile che di Peppe Guida se ne parli così poco.
Il protagonista di questo locale (“osteria” solo di nome) ha talento da vendere e nulla da invidiare a tanti cuochi, vicini e lontani, ben più acclamati di lui.
Pranzare al Nonna Rosa, nonostante la sala piena, com’è accaduto a noi, può essere un’esperienza.
Un viaggio tra le insenature della Penisola Sorrentina e i tornanti dei Monti Lattari.
La valorizzazione dei prodotti del territorio è ai massimi livelli.
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13/20

Belcanto, chef Jose Avilez, Lisbona (P), di Fabio Fiorillo

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14 marzo 2013 recensione di: Presidente

Recensioni ristoranti

Jose Avilez in Portogallo è una celebrità.
Nell’era dei cuochi mediatici, sui cui eccessi dovremmo aprire un capitolo a parte, il giovane Jose si è creato un suo spazio, sia sul piccolo schermo che sui giornali, non solo di settore.
È considerato l’enfant prodige della ristorazione portoghese, probabilmente, con Dieter Koschina del Villa Joya di Albufeira, il miglior “cozinhar” del Paese.
Le aspettative erano alte, non possiamo negarlo.
Nel centro antico di Lisbona, il Belcanto è locale storico, rilevato di recente da Avilez e rinnovato sia in sala che in cucina.
Ambiente ovattato, un po’ austero, ma piacevole, servizio cordiale e professionale, multilingue. Il commis che parla in italiano (che scopriremo essere una costante nella capitale) è prodigo di consigli e ci predispone al meglio.
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13/20

Assinatura, chef Henrique Mouro, Lisbona (P), di Fabio Fiorillo

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7 marzo 2013 recensione di: Presidente

Recensioni ristoranti

La crescita del Portogallo, ed in particolare di Lisbona, post Expo ’98, è evidente.
Avamposto estremo dell’Europa, ai margini, non solo geograficamente, del vecchio continente, da sempre patria di naviganti e baccalà, sta vivendo un rinascimento, anche gastronomico.
Influenzata, senza ombra di dubbio, dal confinante movimento spagnolo, anche la cucina portoghese cerca di muovere i primi passi in direzione di uno sdoganamento socio-culturale, che la vede senza alcun dubbio ancorata fortemente al territorio.
La tradizione, con i suoi riti, la fa da padrona, ma non si può negare che alcuni lampi di modernità si scorgano nei millanta locali della capitale.
Assinatura ne è chiaro esempio.
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Colline Ciociare, chef Salvatore Tassa, Acuto (FR), di Fabio Fiorillo

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5 febbraio 2013 recensione di: Presidente

Recensioni Ristoranti

Parlare di colline ciociare è un po’ come parlare di Salvatore Tassa, autentico ambasciatore di questo lembo di paradiso lontano anni luce, molto più dei chilometri che effettivamente lo separano, dalla città eterna.
Il suo ristorante, arroccato su uno di questi colli ed affacciato sui dolci pendii, non poteva che chiamarsi così. Di giorno il panorama concilia vista e spirito, di sera il camino acceso nella saletta adiacente alla cucina riscalda il cuore oltre che le membra.
Siamo clienti di lungo corso del “cuciniere”, come lui ama definirsi a tal punto da affiggere tanto di targa all’ingresso, ed abbiamo potuto apprezzare la sua crescita costante negli anni, iniziata con la mitica, non abbiamo altri aggettivi per definirla, cipolla fondente (esempio mirabile di altissima cucina con materia prima povera), e continuata con preparazioni sempre più fini e concentrate nei sapori.
Una grande tavola, non nutriamo dubbi al riguardo. Matura e affidabile.
Per questo io e Norbert non abbiamo esitato un istante ad inerpicarci su questi declivi quando abbiamo letto sul sito internet, spesso aggiornato (vivaddio!), che il buon Salvatore stava proponendo un menù “tutta caccia”.
Croce e delizia delle cucine nostrane, non tutti la affrontano, molti la temono.
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17/20

La Vie, chef Thomas Bühner, Osnabruck (D), di Fabio Fiorillo

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23 gennaio 2013 recensione di: Presidente


Recensione Ristorante

Thomas Bühner è, senza dubbio, uno dei generali del compattato squadrone tedesco che avanza, come un carro armato inarrestabile, nelle classifiche di settore.

Per la Rossa la Germania è dietro, per massimi riconoscimenti, soltanto alla Madre Patria, ed in Italia, onestamente, del movimento culinario tedesco si sa molto poco e lo si apprezza ancora meno. Un vero peccato, perché di chicche da scoprire ce ne sono davvero tante ed è per questo motivo che da tempo cerchiamo, e a buon ragione, di fornire un quadro via via più chiaro della ristorazione all’ombra di Berlino.

L’immagine che abbiamo, dopo tanto peregrinare, è abbastanza nitida, quantomeno in riferimento alle sfere alte. La posizione geografica della Germania facilita le influenze e gli chef teutonici traggono linfa sia ad occidente (lo si nota nell’attenzione alle cotture e nella perfezione delle salse) sia a nord (creazioni spesso essenziali e radicamento al territorio). Una grande cucina mitteleuropea che vede Bühner tra i massimi esponenti.

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15/20

Schlosshotel Lerbach, Chef Nils Henkel, Bergisch Gladbach (DE), di Fabio Fiorillo

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9 gennaio 2013 recensione di: Presidente

Recensione Ristorante

Bergisch Gladbach è un po’ la Senigallia tedesca.
Una cittadina alle porte di Colonia che, insieme a Baiersbronn (Bareiss , Schwartzwald Stube), sino a qualche anno fa deteneva il primato di località più tristellata del paese con ben due ristoranti che potevano fregiarsi del prestigioso riconoscimento.
Oltre al Vendome (Vendome), situato nel magnificente Hotel Bensberg che è tra gli alberghi più suggestivi della Germania, lo Schlosshotel Lerbach è stato teatro personale di uno dei padri della grande cucina classica teutonica, Dieter Muller. Prima di porre la propria scienza al servizio di ben più remunerative consulenze, Muller ha officiato in queste cucine sino al 2008 ed ha lasciato definitivamente la proprietà l’anno successivo. Sotto la sua guida sono arrivati i massimi riconoscimenti nazionali e internazionali che hanno reso il Lerbach un faro per ogni navigante gourmet.
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926 Recensioni di ristoranti pubblicate al 25/5/2013.

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