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Recensione Ristorante
Il giradischi le luci rosse e poi champagne ghiacciato e l’avventura può iniziare….
….e si sa, quando si va all’avventura non si è mai certi degli esiti.
Ad Innocenti Evasioni devo qualcosa. Per me, a cui diversamente da alcuni colleghi di PG i genitori scioglievano nell’omogeneizzato il formaggino e non un tocchetto di foie gras, questo è stato il primo ristorante di taglio gourmet. Rammento di aver letto un articolo di Allan Bay sulle pagine di Vivimilano. Parlava di un piccolo locale in ascesa, e anche se dal confronto dei racconti risultava evidente che le sibaritiche prelibatezze di Aimo e Nadia fossero di un altro pianeta la notizia importante era che finalmente avrei potuto cenare in un vero ristorante.
Il prezzo era interessante e tuttora lo ricordo, 36 euro, alla portata delle tasche di uno studente che spendeva praticamente ogni avere in spartiti e cd, in tempi in cui il commesso del negozio di musica ti guardava con lo sprezzo di chi ne sa senz’altro più di te, e non con lo sguardo cucciolo di chi firmerebbe per cederti lo ius primae noctis delle sue due figlie, se gli comprassi quel cofanetto che gli salverà il fatturato. E ricordo di aver decisamente goduto, in quella serata di neppure troppi anni fa, estasiato alla vista di creature mitologiche come il predessert e la piccola pasticceria. Se ci penso ora mi vengono in mente sorprese continue, attenzioni mai ricevute a tavola, escludendo i pranzi a casa di nonna, ovviamente.
Spesso mi capita di ripensare a quella cena e di riflettere sul fatto che in nessun altro ristorante ho provato la stessa gioia infantile, lo stesso ingenuo stupore.
