Recensione ristorante.
Gattò a Milano. Parafrasando l’incipit dei proprietari che trovate sul loro sito dentro questo locale c’è un tantino di Napoli, un pezzettino di Francia, molta informale allegria. Ci tengono a sottolineare che qui si fa cucina “casalinga”, nel più nobile ed alto senso del termine. “Questo Gattò non è un ristorante, ma è un pochino come se fosse casa vostra”, ribadiscono. Ed in effetti qui al Gattò troverete una cucina molto casalinga ed alla mano. Una ventata innovativa, che speriamo perduri ed anzi si rinforzi, l’hanno portata due giovani ragazzi milanesi, freschi di diploma all’Alma. Hanno preso le redini della cucina in mano da poco, ancora qualche piccola ingenuità, vuoi per gli abbinamenti, vuoi per le proporzioni tra condimento ed elemento principale, vuoi per qualche piccolo peccato veniale di cottura, ma la strada, seppur in salita, appare confortante. Quando metteranno la loro impronta anche sui piatti che sono in carta e sono inamovibili, perché legati alla storia ed alla tradizione della proprietà, e quanto sistemeranno alcuni dettagli di preparazione sono certo che ci riserveranno piacevoli e gradite sorprese. Intanto vedere due giovanissimi ai fornelli, servire il pasto per 20/30 alle volte 50 coperti con entusiasmo, passione, voglia di fare e tanta umiltà è decisamente piacevole ed invogliante. Non fate mancare i vostri consigli e suggerimenti, voi avventori che varcherete la soglia del Gattò, i ragazzi vi ascoltano, e così potranno crescere. Bella l’aria che si respira nel locale, un neo bistrot che è anche un po’ negozio, peccato per quel cattivo odore che ogni tanto, complice forse una cattiva aerazione, vi arriverà al tavolo, di fronte alla piacevole cucina a vista.
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Ristorante Gattò, Milano, Alberto Cauzzi
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Bistrot Bruno Loubet, London (UK), di The Dark Knife
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Recensione Ristorante
Molti gourmet, al di fuori dal Regno Unito, potrebbero non conoscere il nome di Bruno Loubet e, di conseguenza il suo ristorante. Anzi, a dirla tutta, siamo più che sicuri che in Italia, a parte il suono familiare, sia totalmente sconosciuto, anche perché il suo bistrot ha aperto i battenti di recente. Il successo però è già enorme. Parente del famoso e più rinomato Edouard? Diciamo che se parenti sono non hanno imparato a cucinare assieme
Food Art, Milano. Chef Matteo Torretta. Di Carlo Cappelletti.
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Recensione Ristorante
Matteo Torretta ha voltato pagina. Conclusa l’esperienza presso il Savini, ed in attesa di migrare verso Sud nella più mite Sardegna, ha firmato la carta di questo simpatico ristorante-bistrot nelle immediate vicinanze della stazione di Porta Genova. L’impostazione è assai gradevole, simpatica ed alla mano come si conviene alle nuove tendenze in fatto di ristorazione, per quanto l’ambiente sia un po’ piccolo ed in generale la sensazione di stare più costretti del lecito non ci abbandoni durante il pranzo. Troviamo un’intelligente proposta per il mezzogiorno a prezzi davvero interessanti ad affiancare la carta ufficiale, con parecchi piatti nuovi rispetto all’ultima visita nella galleria del vanto. Leggi il resto di questo articolo »
L’Oca Ciuca. Vigevano (PV) By Il Guardiano del Faro
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Recensione ristorante.
Fa piacere di tanto in tanto pranzare in un buon ristorante quasi pieno anche a pranzo. Sono casi rari ormai.
Certo, questa Oca Ciuca si trova ben piazzata, al centro di una laboriosa cittadina di provincia, per giunta a due passi da una delle più belle piazza d’Italia, ma senza pizze, toast e insalate non è comunque semplice tirare avanti.
Invece qui , grazie al concreto rusticismo civilizzato della cucina di Fulvia, sembra che le cose vadano piuttosto bene. Per gli animali di cascina invece no. Per loro questo è da considerarsi un luogo pericolosissimo. Per oche, anatre, conigli, maiali, mucche e pure per i cavalli non c’è via di scampo. Qui finiscono irrimediabilmente tutti in padella.





