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	<title>Commenti per Passione Gourmet</title>
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	<description>Diario di un gruppo di appassionati di cibo e vino</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Sep 2010 10:20:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Taverna del Capitano &#8211; Massa Lubrense (NA), Chef Alfonso Caputo. Di Roberto Bentivegna (Rob78) di Orson</title>
		<link>http://www.passionegourmet.it/index.php/2010/09/02/taverna-del-capitano-massa-lubrense-na-chef-alfonso-caputo-di-roberto-bentivegna-rob78/comment-page-1/#comment-5221</link>
		<dc:creator>Orson</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 10:20:20 +0000</pubDate>
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		<description>Ma quali sarebbero, in Puglia o in Campania questi tratti distintivi penalizzanti?
L&#039;ha già detto Rob: l&#039;olio nelle preparazioni è distintivo e coerente, ovviamente, ma se è eccessivo lo si può dire? O il pomodoro troppo presente: ma dev&#039;essere per forza così?
L&#039;ha dimostrato già in passato ormai remoto Iaccarino che si può fare alta cucina restando ancorati al territorio, lo stanno facendo altri con lui oggi. 
Chi l&#039;ha detto che non ci siano tratti grevi nelle preparazioni piemontesi o basche tradizionali? Ma Crippa o Aduriz, senza rifiugiarsi  in preparazioni &quot;internazionali&quot;,  fanno alta cucina da quelle parti senza alcun possibile dubbio da parte di chi li visita che non siano legati al territorio che li ospita. 
No, davvero sul terreno della &quot;discriminazione&quot; geografica, per mille ragioni non ti seguo (ripeto: paradossalmente non credo che mi influenzerebbe nel punteggio, ma mi farebbe davvero piacere che in luoghi a me familiari ci fosse un ristorante di quella categoria).

Sottolineo anch&#039;io, comunque il piacere per una discussione civile e nel merito, una volta tanto, fra appassionati di cucina (una delle tribù più rissose che conosca;)).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quali sarebbero, in Puglia o in Campania questi tratti distintivi penalizzanti?<br />
L&#8217;ha già detto Rob: l&#8217;olio nelle preparazioni è distintivo e coerente, ovviamente, ma se è eccessivo lo si può dire? O il pomodoro troppo presente: ma dev&#8217;essere per forza così?<br />
L&#8217;ha dimostrato già in passato ormai remoto Iaccarino che si può fare alta cucina restando ancorati al territorio, lo stanno facendo altri con lui oggi.<br />
Chi l&#8217;ha detto che non ci siano tratti grevi nelle preparazioni piemontesi o basche tradizionali? Ma Crippa o Aduriz, senza rifiugiarsi  in preparazioni &#8220;internazionali&#8221;,  fanno alta cucina da quelle parti senza alcun possibile dubbio da parte di chi li visita che non siano legati al territorio che li ospita.<br />
No, davvero sul terreno della &#8220;discriminazione&#8221; geografica, per mille ragioni non ti seguo (ripeto: paradossalmente non credo che mi influenzerebbe nel punteggio, ma mi farebbe davvero piacere che in luoghi a me familiari ci fosse un ristorante di quella categoria).</p>
<p>Sottolineo anch&#8217;io, comunque il piacere per una discussione civile e nel merito, una volta tanto, fra appassionati di cucina (una delle tribù più rissose che conosca;)).</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Taverna del Capitano &#8211; Massa Lubrense (NA), Chef Alfonso Caputo. Di Roberto Bentivegna (Rob78) di emanuele barbaresi</title>
		<link>http://www.passionegourmet.it/index.php/2010/09/02/taverna-del-capitano-massa-lubrense-na-chef-alfonso-caputo-di-roberto-bentivegna-rob78/comment-page-1/#comment-5220</link>
		<dc:creator>emanuele barbaresi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 10:14:30 +0000</pubDate>
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		<description>Anch&#039;io, come già Orson, invidio le certezze di Pignataro in tema di numeri. E, comunque, mi sembra lievemente eccessivo sostenere che un presunto squilibrio tra la valutazione data a due ristoranti sia un &quot;dato oggettivo&quot; e, addirittura, un &quot;fatto&quot;. Va bene che ormai persino tra i giornalisti si fa fatica a distinguere tra i fatti e le opinioni, però non mi sembra il caso di esagerare.

Anche perché altrimenti si potrebbe parimenti sostenere che è un fatto l&#039;insensatezza di certe valutazioni della guida de L&#039;espresso (qualche esempio regionale: Pashà 15 vs. Poeta Contadino 15, Taverna del Capitano o Relais Blu 17 vs. Don Alfonso 16,5, Pergola 19 vs. Trota 16,5, Antica Osteria del Teatro 16,5 vs. Povero Diavolo 16, Paolo e Barbara 17 vs. Arco Antico 16).
Invece no: trattasi soltanto di opinioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io, come già Orson, invidio le certezze di Pignataro in tema di numeri. E, comunque, mi sembra lievemente eccessivo sostenere che un presunto squilibrio tra la valutazione data a due ristoranti sia un &#8220;dato oggettivo&#8221; e, addirittura, un &#8220;fatto&#8221;. Va bene che ormai persino tra i giornalisti si fa fatica a distinguere tra i fatti e le opinioni, però non mi sembra il caso di esagerare.</p>
<p>Anche perché altrimenti si potrebbe parimenti sostenere che è un fatto l&#8217;insensatezza di certe valutazioni della guida de L&#8217;espresso (qualche esempio regionale: Pashà 15 vs. Poeta Contadino 15, Taverna del Capitano o Relais Blu 17 vs. Don Alfonso 16,5, Pergola 19 vs. Trota 16,5, Antica Osteria del Teatro 16,5 vs. Povero Diavolo 16, Paolo e Barbara 17 vs. Arco Antico 16).<br />
Invece no: trattasi soltanto di opinioni.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Taverna del Capitano &#8211; Massa Lubrense (NA), Chef Alfonso Caputo. Di Roberto Bentivegna (Rob78) di Vignadelmar</title>
		<link>http://www.passionegourmet.it/index.php/2010/09/02/taverna-del-capitano-massa-lubrense-na-chef-alfonso-caputo-di-roberto-bentivegna-rob78/comment-page-1/#comment-5219</link>
		<dc:creator>Vignadelmar</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 09:54:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.passionegourmet.it/?p=11861#comment-5219</guid>
		<description>C&#039;è un equivoco di fondo che non riesco a far eliminare dalle discussioni:

io NON dico che il punteggio di un ristorante pugliese vada alzato perchè lavora appunto in Puglia, in condizioni socioeconomiche non propriamente incentivanti. 

Dico che almeno NON deve essere penalizzato se propone una cucina con delle caratteristiche di base, dei tratti distintivi, che potremmo definire territoriali.

In questo, penso, una maggiore comprensione del territorio o/e una sua maggiore tenuta in considerazione, gioverebbero ad una valutazione meno &quot;discriminatoria&quot; (oh, non fucilatemi, uso questo termine per farmi capire e non per accusarvi di tenere atteggiamenti discriminatori).

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un equivoco di fondo che non riesco a far eliminare dalle discussioni:</p>
<p>io NON dico che il punteggio di un ristorante pugliese vada alzato perchè lavora appunto in Puglia, in condizioni socioeconomiche non propriamente incentivanti. </p>
<p>Dico che almeno NON deve essere penalizzato se propone una cucina con delle caratteristiche di base, dei tratti distintivi, che potremmo definire territoriali.</p>
<p>In questo, penso, una maggiore comprensione del territorio o/e una sua maggiore tenuta in considerazione, gioverebbero ad una valutazione meno &#8220;discriminatoria&#8221; (oh, non fucilatemi, uso questo termine per farmi capire e non per accusarvi di tenere atteggiamenti discriminatori).</p>
<p>Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Taverna del Capitano &#8211; Massa Lubrense (NA), Chef Alfonso Caputo. Di Roberto Bentivegna (Rob78) di Orson</title>
		<link>http://www.passionegourmet.it/index.php/2010/09/02/taverna-del-capitano-massa-lubrense-na-chef-alfonso-caputo-di-roberto-bentivegna-rob78/comment-page-1/#comment-5218</link>
		<dc:creator>Orson</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 09:30:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.passionegourmet.it/?p=11861#comment-5218</guid>
		<description>Ciao Vigna,
mi aggancio a questo tuo post e a una annotazione di Gianni Revello in uno dei suoi.
PG cerca di dare da sempre una visione dello &quot;stato dell&#039;arte&quot; della cucina internazionale (non solo italiana) contemporanea usando una scala assoluta in ventesimi. E&#039; la nostra scelta, direi anche la cosa più originale e caratterizzante rispetto al panorama web del nostro paese.
Nel fare questo valutiamo la cucina, ovunque sia, naturalmente consci che è più facile fare alta cucina a Parigi che a Conversano ma senza scontare questo nei punteggi.
Riprendendo l&#039;esempio dei vini, ti dico però che non lo trovo calzante: non credo che tra un DRC e il migliore dei Primitivi di Manduria ci sia il gap di punteggio che dici tu ma c&#039;è e ci sarà sempre una grande differenza, così come sono certo che nessuno al mondo potrà mai fare un bianco migliore di un Montrachet di Ramonet usando uve pecorino. 
Credo, invece, che uno chef di genio possa fare a Licata una cucina, diversa, che non ha nulla da invidiare a uno chef che lavora in Rue Beethoven. E&#039; ancor più lodevole considerato il contesto ma la sua grandezza è assoluta e considererei, mi ripeto, piuttosto paternalistico il dire: è un cuoco eccellente, se pensi che è un pugliese (o un siciliano, un sardo, un lucano)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Vigna,<br />
mi aggancio a questo tuo post e a una annotazione di Gianni Revello in uno dei suoi.<br />
PG cerca di dare da sempre una visione dello &#8220;stato dell&#8217;arte&#8221; della cucina internazionale (non solo italiana) contemporanea usando una scala assoluta in ventesimi. E&#8217; la nostra scelta, direi anche la cosa più originale e caratterizzante rispetto al panorama web del nostro paese.<br />
Nel fare questo valutiamo la cucina, ovunque sia, naturalmente consci che è più facile fare alta cucina a Parigi che a Conversano ma senza scontare questo nei punteggi.<br />
Riprendendo l&#8217;esempio dei vini, ti dico però che non lo trovo calzante: non credo che tra un DRC e il migliore dei Primitivi di Manduria ci sia il gap di punteggio che dici tu ma c&#8217;è e ci sarà sempre una grande differenza, così come sono certo che nessuno al mondo potrà mai fare un bianco migliore di un Montrachet di Ramonet usando uve pecorino.<br />
Credo, invece, che uno chef di genio possa fare a Licata una cucina, diversa, che non ha nulla da invidiare a uno chef che lavora in Rue Beethoven. E&#8217; ancor più lodevole considerato il contesto ma la sua grandezza è assoluta e considererei, mi ripeto, piuttosto paternalistico il dire: è un cuoco eccellente, se pensi che è un pugliese (o un siciliano, un sardo, un lucano)</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Taverna del Capitano &#8211; Massa Lubrense (NA), Chef Alfonso Caputo. Di Roberto Bentivegna (Rob78) di alberto cauzzi</title>
		<link>http://www.passionegourmet.it/index.php/2010/09/02/taverna-del-capitano-massa-lubrense-na-chef-alfonso-caputo-di-roberto-bentivegna-rob78/comment-page-1/#comment-5217</link>
		<dc:creator>alberto cauzzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 08:35:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.passionegourmet.it/?p=11861#comment-5217</guid>
		<description>Luciano,

Tu, come anche tutti gli altri che intervengono, non rompono per nulla. Hai detto bene, questo sito è nato nello spirito del 2.0, aperto al confronto, a tratti magari anche acceso, ma sempre rispettoso di tutte le opinioni, anche divergenti. Ben vengano ancora tuoi interventi con lo stile e la sobrietà che ti contraddistingue, adesso non scomparire appena parliamo del nord però :-)
Gianni, come altri, stanno tentando di argomentare il proprio pensiero e le proprie idee. Come ben sai, quando non si è vis a vis, è molto facile fraintendere, malinterpretare.
Ciò detto aggiungo un tassello al tuo ultimo intervento. Noi di PG abbiamo deciso di rimanere fedeli ai punteggi interi. Niente mezzi punti perchè questo è un nostro tratto distintivo, che ci provoca non poche difficoltà. Il primo grande problema che questa metodologia crea è l&#039;appiattimento di alcuni giudizi e l&#039;apparente incongruenza di taluni parimerito. In casi estremi anche alcuni sorpassi, come nel caso da te citato, a te come ad altri incomprensibili. Credo che, al di là della provocazione lecita, anche tu ti sia reso conto che qui sta il problema e che, per esempio, un 15 abbondante come il Pashà può essere stato premiato in prospettiva mentre un 15 più o meno come la Taverna del Capitano sia stato ritenuto corretto mantenerlo a questo livello. I voti non sono mai, per quanto mi riguarda, interi. Occorre sempre fare una piccola scelta editoriale e di merito. Ecco allora che, sulla falsa riga del 17/20 dato a Parini ai primi del 2008, quando nessuno scommetteva su Torriana tutto il nostro impegno quando attribuiamo i voti si muove con il pensiero fisso in quella direzione. Perchè non leggere nel 16/20 al Pashà un tentativo di puntare su quello che è possibile ritenere, per un valido collaboratore di PG ed anche di altri del gruppo, il cavallo di punta di quella regione ? Ma è così difficile leggere le valutazioni in chiave prospettica ? Sia inteso, questo non significa abbuonare o togliere più di qualche quarto di punto ... mi pare evidente. Se poi, e qui concludo, tu invece ritieni, che Caputo e il Pashà giochino in due campionati profondamente differenti (cioè stanno a 2 punti a favore del primo l’uno dall’altro) beh questo è un punto di vista soggettivo, tuo e rispettabile, ma che non puoi pretendere sia oggettivo. E che sopratutto noi non condividiamo. Con rispetto e stima per entrambi i punti di vista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luciano,</p>
<p>Tu, come anche tutti gli altri che intervengono, non rompono per nulla. Hai detto bene, questo sito è nato nello spirito del 2.0, aperto al confronto, a tratti magari anche acceso, ma sempre rispettoso di tutte le opinioni, anche divergenti. Ben vengano ancora tuoi interventi con lo stile e la sobrietà che ti contraddistingue, adesso non scomparire appena parliamo del nord però <img src='http://www.passionegourmet.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Gianni, come altri, stanno tentando di argomentare il proprio pensiero e le proprie idee. Come ben sai, quando non si è vis a vis, è molto facile fraintendere, malinterpretare.<br />
Ciò detto aggiungo un tassello al tuo ultimo intervento. Noi di PG abbiamo deciso di rimanere fedeli ai punteggi interi. Niente mezzi punti perchè questo è un nostro tratto distintivo, che ci provoca non poche difficoltà. Il primo grande problema che questa metodologia crea è l&#8217;appiattimento di alcuni giudizi e l&#8217;apparente incongruenza di taluni parimerito. In casi estremi anche alcuni sorpassi, come nel caso da te citato, a te come ad altri incomprensibili. Credo che, al di là della provocazione lecita, anche tu ti sia reso conto che qui sta il problema e che, per esempio, un 15 abbondante come il Pashà può essere stato premiato in prospettiva mentre un 15 più o meno come la Taverna del Capitano sia stato ritenuto corretto mantenerlo a questo livello. I voti non sono mai, per quanto mi riguarda, interi. Occorre sempre fare una piccola scelta editoriale e di merito. Ecco allora che, sulla falsa riga del 17/20 dato a Parini ai primi del 2008, quando nessuno scommetteva su Torriana tutto il nostro impegno quando attribuiamo i voti si muove con il pensiero fisso in quella direzione. Perchè non leggere nel 16/20 al Pashà un tentativo di puntare su quello che è possibile ritenere, per un valido collaboratore di PG ed anche di altri del gruppo, il cavallo di punta di quella regione ? Ma è così difficile leggere le valutazioni in chiave prospettica ? Sia inteso, questo non significa abbuonare o togliere più di qualche quarto di punto &#8230; mi pare evidente. Se poi, e qui concludo, tu invece ritieni, che Caputo e il Pashà giochino in due campionati profondamente differenti (cioè stanno a 2 punti a favore del primo l’uno dall’altro) beh questo è un punto di vista soggettivo, tuo e rispettabile, ma che non puoi pretendere sia oggettivo. E che sopratutto noi non condividiamo. Con rispetto e stima per entrambi i punti di vista.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Taverna del Capitano &#8211; Massa Lubrense (NA), Chef Alfonso Caputo. Di Roberto Bentivegna (Rob78) di Vignadelmar</title>
		<link>http://www.passionegourmet.it/index.php/2010/09/02/taverna-del-capitano-massa-lubrense-na-chef-alfonso-caputo-di-roberto-bentivegna-rob78/comment-page-1/#comment-5216</link>
		<dc:creator>Vignadelmar</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 08:28:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.passionegourmet.it/?p=11861#comment-5216</guid>
		<description>Vorrei tornare sui punteggi. 
E&#039; ovvio che il sistema di valutazione in ventesimi debba valere per tutto il territorio nazionale. E&#039; il calcolo interno al valutatore che deve cambiare; calcolo interno che deve considerare fra le sue componenti anche le aderenze di una determinata cucina alle caratteristiche di un territorio, o almeno non considerare tali aderenze come una negatività. In questo io e Danilo diciamo cose molto simili. 
.
Torno ad un esempio già fatto, quello della valutazione di due vini, ad esempio un barolo ed un primitivio di Manduria. Se abbiamo bene a mente le schede di valutazione sappiamo ad esempio che c&#039;è un voto dato al colore. Se ad uno splendido barolo diamo per colore voto 10 non possiamo certo dare al primitivo di Manduria voto 3 perchè il suo colore è troppo scuro rispetto al barolo....diamine ma quello è /dovrebbe essere il suo colore ! 
.
Infine se diamo 95/100 ad un DRC, seguendo certi discorsi ad un Primitivo di Manduria forse arriveremmo a dare al massimo 30/100......o no ?
.
Comunque io sono andato a vedere alcuni vostri punteggi, alcune vostre valutazioni.
Forse ne avete già discusso però una cosa voglio dirla: il 16/20 dato a Vissani grida &quot;vendetta, tremenda vendetta&quot; !!!
Vederlo poi allo stesso livello di ben altre tavole fa letteralmente ribollire il sangue.
.
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei tornare sui punteggi.<br />
E&#8217; ovvio che il sistema di valutazione in ventesimi debba valere per tutto il territorio nazionale. E&#8217; il calcolo interno al valutatore che deve cambiare; calcolo interno che deve considerare fra le sue componenti anche le aderenze di una determinata cucina alle caratteristiche di un territorio, o almeno non considerare tali aderenze come una negatività. In questo io e Danilo diciamo cose molto simili.<br />
.<br />
Torno ad un esempio già fatto, quello della valutazione di due vini, ad esempio un barolo ed un primitivio di Manduria. Se abbiamo bene a mente le schede di valutazione sappiamo ad esempio che c&#8217;è un voto dato al colore. Se ad uno splendido barolo diamo per colore voto 10 non possiamo certo dare al primitivo di Manduria voto 3 perchè il suo colore è troppo scuro rispetto al barolo&#8230;.diamine ma quello è /dovrebbe essere il suo colore !<br />
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Infine se diamo 95/100 ad un DRC, seguendo certi discorsi ad un Primitivo di Manduria forse arriveremmo a dare al massimo 30/100&#8230;&#8230;o no ?<br />
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Comunque io sono andato a vedere alcuni vostri punteggi, alcune vostre valutazioni.<br />
Forse ne avete già discusso però una cosa voglio dirla: il 16/20 dato a Vissani grida &#8220;vendetta, tremenda vendetta&#8221; !!!<br />
Vederlo poi allo stesso livello di ben altre tavole fa letteralmente ribollire il sangue.<br />
.<br />
Ciao</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Taverna del Capitano &#8211; Massa Lubrense (NA), Chef Alfonso Caputo. Di Roberto Bentivegna (Rob78) di Rob78</title>
		<link>http://www.passionegourmet.it/index.php/2010/09/02/taverna-del-capitano-massa-lubrense-na-chef-alfonso-caputo-di-roberto-bentivegna-rob78/comment-page-1/#comment-5215</link>
		<dc:creator>Rob78</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 08:23:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.passionegourmet.it/?p=11861#comment-5215</guid>
		<description>Caro Danilo,
abbiamo due visioni diverse dell’alta cucina, ma questo post è fulgido esempio di come si possa stare su posizioni diverse senza insultarsi (quindi grazie a te e a chi è intervenuto)
Come ho già scritto (e sottoscrivo in pieno gli interventi degli altri di PG) non credo che il gusto a discapito di ogni altra cosa sia caratterizzante l’alta cucina, semmai, come dice Alberto, la grande cucina.
Io, nativo nordico che vive appena al di sopra della “linea” tanto cara a Bossi, ma di forti origini sicule, credo di conoscere discretamente la cucina del sud, se non altro per averla vissuta in casa fin da bambino.
Da Caputo ho trovato sostanzialmente due difetti: un eccesso di grasso (nello specifico, olio) e un eccesso di sapidità. Ora, se il primo può anche essere insito nella tradizione del sud italia (ma sono convinto altresì che l’alta cucina dovrebbe “filtrare” gli eccessi della tradizione), il secondo a mio avviso proprio non ci sta.
Hai giustamente posto il paragone con l’Antica Corona Reale di Cervere, che è un locale che ho recensito io: ecco, trovo che lì la funzione di “filtro” della tradizione sia ampiamente rispettata, così spiego il voto superiore. E non è di sicuro legato al fatto che si trovi a Cervere piuttosto che a Crotone.
Forse tra i due non ballano due punti, ok, accetto la critica, ma se potevo essere incerto per la Taverna tra il 15 e il 16, certamente non mi sarei mai spinto sul 17.
Sbaglio io? Forse. Con piacere, se ne avrò la possibilità, tornerò a Marina del Cantone dai Caputo, prima di tutto perché è un locale dove conoscono il significato di “ristorazione”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Danilo,<br />
abbiamo due visioni diverse dell’alta cucina, ma questo post è fulgido esempio di come si possa stare su posizioni diverse senza insultarsi (quindi grazie a te e a chi è intervenuto)<br />
Come ho già scritto (e sottoscrivo in pieno gli interventi degli altri di PG) non credo che il gusto a discapito di ogni altra cosa sia caratterizzante l’alta cucina, semmai, come dice Alberto, la grande cucina.<br />
Io, nativo nordico che vive appena al di sopra della “linea” tanto cara a Bossi, ma di forti origini sicule, credo di conoscere discretamente la cucina del sud, se non altro per averla vissuta in casa fin da bambino.<br />
Da Caputo ho trovato sostanzialmente due difetti: un eccesso di grasso (nello specifico, olio) e un eccesso di sapidità. Ora, se il primo può anche essere insito nella tradizione del sud italia (ma sono convinto altresì che l’alta cucina dovrebbe “filtrare” gli eccessi della tradizione), il secondo a mio avviso proprio non ci sta.<br />
Hai giustamente posto il paragone con l’Antica Corona Reale di Cervere, che è un locale che ho recensito io: ecco, trovo che lì la funzione di “filtro” della tradizione sia ampiamente rispettata, così spiego il voto superiore. E non è di sicuro legato al fatto che si trovi a Cervere piuttosto che a Crotone.<br />
Forse tra i due non ballano due punti, ok, accetto la critica, ma se potevo essere incerto per la Taverna tra il 15 e il 16, certamente non mi sarei mai spinto sul 17.<br />
Sbaglio io? Forse. Con piacere, se ne avrò la possibilità, tornerò a Marina del Cantone dai Caputo, prima di tutto perché è un locale dove conoscono il significato di “ristorazione”.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Taverna del Capitano &#8211; Massa Lubrense (NA), Chef Alfonso Caputo. Di Roberto Bentivegna (Rob78) di luciano pignataro</title>
		<link>http://www.passionegourmet.it/index.php/2010/09/02/taverna-del-capitano-massa-lubrense-na-chef-alfonso-caputo-di-roberto-bentivegna-rob78/comment-page-1/#comment-5214</link>
		<dc:creator>luciano pignataro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 08:12:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.passionegourmet.it/?p=11861#comment-5214</guid>
		<description>Scusa Gianni e scusatemi tutti se rompo ancora, poi chiudo perché forse sono stato invasivo. Ma evidentemente non sono riuscito a spiegarmi
Io ho semplicemente rilevato che se si dà 16 al Pashà e 15 a Taverna bisogna tararsi. Questo è un dato oggettivo, perché se non ci si trova su questa evidenza è inutile discutere.
Questo il fatto. O Azazel ha esagerato in su o Rob in giù
Questo è tutto.

Come è inutile spostare la discussione su altri argomenti, es taratura dell&#039;Espresso e Don Alfonso.
Cosa c&#039;entrano? Se faccio una osservazione di merito è su quello che bisogna argomentare. Il rilievo è nello spirito del 2.0.
Se si è interessati al confronto, altrimenti artifici dialettici, se permettete, non mancano a nessuno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa Gianni e scusatemi tutti se rompo ancora, poi chiudo perché forse sono stato invasivo. Ma evidentemente non sono riuscito a spiegarmi<br />
Io ho semplicemente rilevato che se si dà 16 al Pashà e 15 a Taverna bisogna tararsi. Questo è un dato oggettivo, perché se non ci si trova su questa evidenza è inutile discutere.<br />
Questo il fatto. O Azazel ha esagerato in su o Rob in giù<br />
Questo è tutto.</p>
<p>Come è inutile spostare la discussione su altri argomenti, es taratura dell&#8217;Espresso e Don Alfonso.<br />
Cosa c&#8217;entrano? Se faccio una osservazione di merito è su quello che bisogna argomentare. Il rilievo è nello spirito del 2.0.<br />
Se si è interessati al confronto, altrimenti artifici dialettici, se permettete, non mancano a nessuno.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Taverna del Capitano &#8211; Massa Lubrense (NA), Chef Alfonso Caputo. Di Roberto Bentivegna (Rob78) di Danilo</title>
		<link>http://www.passionegourmet.it/index.php/2010/09/02/taverna-del-capitano-massa-lubrense-na-chef-alfonso-caputo-di-roberto-bentivegna-rob78/comment-page-1/#comment-5213</link>
		<dc:creator>Danilo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 06:59:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.passionegourmet.it/?p=11861#comment-5213</guid>
		<description>di andarmi a riguardare le Vostre recensioni da 16 in su proprio non ho voglia, non per altro, ma perchè non mi riferivo a qualche caso particolare e preciso. Anche perchè, lo ripeto, non ne facevo questione prettamente numerica. Mi potrebbe giusto venire in mente che il 16 a Lorenzo è &quot;pensiero-latitante&quot;, rispetto alla Taverna... Ma ancor di più avevo in mente l&#039;Antica Corona Reale, con il suo 17, ed una cucina spettacolare che, a mio modo di vedere, è similare a quella della Taverna, ovviamente proiettata in altra regione ed in altro contesto. Ci ballano due punti: dovrebbero essere alzati ai Caputo più che tolti ai Vivalda. Però davvero, sempre lo ripeto, non ne faccio questione di punti: ciò che più mi ha lasciato perplesso è stata l&#039;idea generale di ristorante che emerge dal testo di Rob, a mio avviso inesatta. Tutto qui. Può anche essere solo una mia impressione, perchè parliamo di lettura, può essere solo una mia fissa, perchè parliamo di una Taverna del cuore, può essere tante cose. Anche che, come qualcuno ha fatto notare, la religione dell&#039;equilibrio la vedo tanto come una chiccheria nordica: la nettezza e la decisione del gusto troppo spesso mi pare vengano sacrificati al mercato ed alla &quot;ricerca&quot; cosiddetta. Mi è capitato di sentirmi raccontare che le linguine con i ricci siano state considerate &quot;troppo forti&quot; nel loro gusto marino: ma davvero sarebbe un piatto migliore con una componente a riequilibrare quella che, in verità, è l&#039;impronta della cucina?
---
Cauzzi, più avanti cita Cuttaia e due suoi grandissimi piatti meravigliosi: si potrebbe dire che proprio lì può stare la differenza tra un 17 ed un 19, ad esempio. Ma io ne faccio in profondità una questione di metro di valutazione che emerge dalle parole di Cauzzi: perchè l&#039;ELEGANZA è, quasi a prescindere, considerata un &quot;plus&quot;? Una cassata con una ricotta &quot;violenta&quot; ma vera è a priori peggio di una con elegante ricotta vaccina? Di sicuro, in quel di milano, non rischi che il piatto ti torni indietro... ma io ci andrei cauto sull&#039;elogio di quello che mi pare sempre più un uniformare il gusto al mercato in nome dell&#039;eleganza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>di andarmi a riguardare le Vostre recensioni da 16 in su proprio non ho voglia, non per altro, ma perchè non mi riferivo a qualche caso particolare e preciso. Anche perchè, lo ripeto, non ne facevo questione prettamente numerica. Mi potrebbe giusto venire in mente che il 16 a Lorenzo è &#8220;pensiero-latitante&#8221;, rispetto alla Taverna&#8230; Ma ancor di più avevo in mente l&#8217;Antica Corona Reale, con il suo 17, ed una cucina spettacolare che, a mio modo di vedere, è similare a quella della Taverna, ovviamente proiettata in altra regione ed in altro contesto. Ci ballano due punti: dovrebbero essere alzati ai Caputo più che tolti ai Vivalda. Però davvero, sempre lo ripeto, non ne faccio questione di punti: ciò che più mi ha lasciato perplesso è stata l&#8217;idea generale di ristorante che emerge dal testo di Rob, a mio avviso inesatta. Tutto qui. Può anche essere solo una mia impressione, perchè parliamo di lettura, può essere solo una mia fissa, perchè parliamo di una Taverna del cuore, può essere tante cose. Anche che, come qualcuno ha fatto notare, la religione dell&#8217;equilibrio la vedo tanto come una chiccheria nordica: la nettezza e la decisione del gusto troppo spesso mi pare vengano sacrificati al mercato ed alla &#8220;ricerca&#8221; cosiddetta. Mi è capitato di sentirmi raccontare che le linguine con i ricci siano state considerate &#8220;troppo forti&#8221; nel loro gusto marino: ma davvero sarebbe un piatto migliore con una componente a riequilibrare quella che, in verità, è l&#8217;impronta della cucina?<br />
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Cauzzi, più avanti cita Cuttaia e due suoi grandissimi piatti meravigliosi: si potrebbe dire che proprio lì può stare la differenza tra un 17 ed un 19, ad esempio. Ma io ne faccio in profondità una questione di metro di valutazione che emerge dalle parole di Cauzzi: perchè l&#8217;ELEGANZA è, quasi a prescindere, considerata un &#8220;plus&#8221;? Una cassata con una ricotta &#8220;violenta&#8221; ma vera è a priori peggio di una con elegante ricotta vaccina? Di sicuro, in quel di milano, non rischi che il piatto ti torni indietro&#8230; ma io ci andrei cauto sull&#8217;elogio di quello che mi pare sempre più un uniformare il gusto al mercato in nome dell&#8217;eleganza.</p>
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		<title>Commenti su Taverna del Capitano &#8211; Massa Lubrense (NA), Chef Alfonso Caputo. Di Roberto Bentivegna (Rob78) di gianni revello</title>
		<link>http://www.passionegourmet.it/index.php/2010/09/02/taverna-del-capitano-massa-lubrense-na-chef-alfonso-caputo-di-roberto-bentivegna-rob78/comment-page-1/#comment-5211</link>
		<dc:creator>gianni revello</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 21:13:01 +0000</pubDate>
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		<description>Se leggo, con interesse, come faccio da molti anni, I Ristoranti d’Italia, Guida de L’Espresso, trovo tra l’altro una Guida alla lettura, dove si dice che “Gli autori della Guida sono un centinaio”  (..però ..altro che la rossa!)  “di esperti-appassionati di enogastronomia in grande prevalenza giornalisti … … che pagano regolarmente il conto e attribuiscono il voto, che riguarda esclusivamente la cucina …”

Il voto è in ventesimi e, se ci limitiamo alla fascia più alta, ha tre livelli, definiti in maniera piuttosto scarna (ancora più scarna della definizione autosimile, ‘routier’, della rossa) :
“da 15 a 16 : un cappello, cucina buona, interessante”
(nel 2006 sono circa 240, tra cui, per fare un esempio, abbiamo nella stessa categoria il Pashà, con 15, e L’Osteria del Povero Diavolo, con 16)
“da 16.5 a 17.5 : due cappelli, cucina molto buona”
(nel 2010 sono circa 60, tra cui, per fare un esempio, abbiamo La Taverna del Capitano, con 17, e il Don Alfonso, con 16.5)
“da 18 a 20 : tre cappelli, l’eccellenza”
 (nel 2010 sono 15)

Dunque tra 15 e 16 o tra 16.5 e 17 la differenza non è sostanziale, un cappello, due cappelli..

Allora, come Luciano Pignataro ha fatto rilevare che, a suo giudizio, ci sarebbero delle disparità di trattamento su PG, 
mi permetto di far notare le macroscopiche disparità di trattamento e di stile (non da parte del recensore) che sia sul suo blog in merito al Don Alfonso (diciamolo: un trattamento quanto meno poco benevolo) che nei suoi interventi su PG in merito a La Taverna del Capitano (al contrario, molto benevolo). 
E si tratta appunto di due ristoranti che per la Guida de L’Espresso sono della stessa categoria.
Tra l’altro le due recensioni in questione sono state fatte da due persone (ex-Pg e PG) che si conoscono bene e che hanno parametri di giudizio quanto meno affini. Ed entrambe le loro valutazioni relative ad uno e all’altro ristorante sono inferiori a quelle de la Guida de L’Espresso.

Altra osservazione, più generale, è che, in media, sottolineo in media, le valutazioni di PG mi paiono tarate su parametri che riguardano non la sola cucina regionale, o meridionale, o nazionale, bensì, opportunamente e innovativamente, su quella internazionale.

Ultima cosa, da semplice appassionato vedo come estremamente utile lo scambio di opinioni che si è messo ultimamente in moto tra due gruppi di persone che hanno in comune la stessa grande passione.
Grazie.
..scusate ma ho avuto qualche problema tecnico nel postarlo..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se leggo, con interesse, come faccio da molti anni, I Ristoranti d’Italia, Guida de L’Espresso, trovo tra l’altro una Guida alla lettura, dove si dice che “Gli autori della Guida sono un centinaio”  (..però ..altro che la rossa!)  “di esperti-appassionati di enogastronomia in grande prevalenza giornalisti … … che pagano regolarmente il conto e attribuiscono il voto, che riguarda esclusivamente la cucina …”</p>
<p>Il voto è in ventesimi e, se ci limitiamo alla fascia più alta, ha tre livelli, definiti in maniera piuttosto scarna (ancora più scarna della definizione autosimile, ‘routier’, della rossa) :<br />
“da 15 a 16 : un cappello, cucina buona, interessante”<br />
(nel 2006 sono circa 240, tra cui, per fare un esempio, abbiamo nella stessa categoria il Pashà, con 15, e L’Osteria del Povero Diavolo, con 16)<br />
“da 16.5 a 17.5 : due cappelli, cucina molto buona”<br />
(nel 2010 sono circa 60, tra cui, per fare un esempio, abbiamo La Taverna del Capitano, con 17, e il Don Alfonso, con 16.5)<br />
“da 18 a 20 : tre cappelli, l’eccellenza”<br />
 (nel 2010 sono 15)</p>
<p>Dunque tra 15 e 16 o tra 16.5 e 17 la differenza non è sostanziale, un cappello, due cappelli..</p>
<p>Allora, come Luciano Pignataro ha fatto rilevare che, a suo giudizio, ci sarebbero delle disparità di trattamento su PG,<br />
mi permetto di far notare le macroscopiche disparità di trattamento e di stile (non da parte del recensore) che sia sul suo blog in merito al Don Alfonso (diciamolo: un trattamento quanto meno poco benevolo) che nei suoi interventi su PG in merito a La Taverna del Capitano (al contrario, molto benevolo).<br />
E si tratta appunto di due ristoranti che per la Guida de L’Espresso sono della stessa categoria.<br />
Tra l’altro le due recensioni in questione sono state fatte da due persone (ex-Pg e PG) che si conoscono bene e che hanno parametri di giudizio quanto meno affini. Ed entrambe le loro valutazioni relative ad uno e all’altro ristorante sono inferiori a quelle de la Guida de L’Espresso.</p>
<p>Altra osservazione, più generale, è che, in media, sottolineo in media, le valutazioni di PG mi paiono tarate su parametri che riguardano non la sola cucina regionale, o meridionale, o nazionale, bensì, opportunamente e innovativamente, su quella internazionale.</p>
<p>Ultima cosa, da semplice appassionato vedo come estremamente utile lo scambio di opinioni che si è messo ultimamente in moto tra due gruppi di persone che hanno in comune la stessa grande passione.<br />
Grazie.<br />
..scusate ma ho avuto qualche problema tecnico nel postarlo..</p>
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