Archivi per la categoria ‘Special Guest’

Paolo Lopriore … una prospettiva, di Bruno Petronilli & Roberto Bellomo, foto di Bob Noto

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11 febbraio 2013 recensione di: Presidente

Quando Anton Ego si siede per la prima volta al tavolo di Gusteau con, in cucina, l’improbabile duo Remy/Linguini, al cameriere consegna subito una domanda semplice e diretta: “vorrei un po’ di prospettiva”. Ecco, forse questa è l’unica grande e legittima richiesta che ognuno di noi dovrebbe porre al cospetto del grande chef: farsi aprire, con la sua arte (o presunta tale), nuove prospettive, nuovi orizzonti, mondi paralleli della conoscenza culinaria fino ad allora ignoti alla nostra percezione. Stupire, affascinare, irritare, tranquillizzare, ammaliare, confortare, ammiccare, semplicemente nutrire: sono tutte azioni nelle corde di molti, moltissimi chef. Ma aprire nella mente dei propri clienti nuove “prospettive”, beh no, signori, questa è una dote che appartiene solamente a pochi (e grandi) cuochi.

L’improvvisa chiusura dell’esperienza al Canto di Paolo Lopriore ha scatenato molte reazioni. Per fortuna forse Paolo è solo inciampato in un gradino malmesso della sua brillante carriera, come spesso capita agli chef della parte alta della classifica. Ricomincerà presto da un’altra parte, ne siamo certi. Di sicuro tutte quelle repliche convulse hanno ingenerato discussioni a non finire, fazioni pro e contro, e, in generale, non hanno aiutato a dissipare qualche personale perplessità che ancora mi attanaglia.

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Madrid Fusión 2013 … una cucina contro il cuoco, di Alessandra Meldolesi

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3 febbraio 2013 recensione di: Presidente

Madrid Fusión sta all’alta cucina come il Sundance Festival sta al cinema. Dal suo esordio nel 2003 è il momento più atteso dell’anno da molti gourmet (assieme ovviamente al “nostro” Identità Golose che è ai nastri di partenza): tre giorni per capire quali siano le tendenze attuali e future, per indagare una “cultura” in tutti i sensi con un occhio privilegiato e a volte quasi scientifico, una vetrina che anticipa i tempi che verranno. Da qui sono passati tutti, ma proprio tutti i grandi protagonisti che hanno definito e ri-definito le linee guida dell’arte culinaria negli ultimi due lustri. E ad aprire il congresso di quest’anno c’era un certo Lorenzo Cogo, il nostro enfant prodige di Marano Vicentino.

Siamo lieti di ospitare il resoconto appassionato e intellettuale di una giornalista che a Madrid Fusión è in sostanza di casa. Non credo che esista “penna” migliore di quella di Alessandra Meldolesi per dare una chiave di lettura unica a un evento così esclusivo e importante.

Buona lettura

Bruno Petronilli

È una cucina letteralmente in fermento, quella che è andata in scena a Madrid Fusion 2013. Assise che si è concentrata su big ed emergenti spagnoli, confrontati con una nutrita compagine latinoamericana e una manciata di cucinieri di origini disparate (diversi francesi, soprattutto nel comparto pasticceria; il nostro Lorenzo Cogo, brillante nella sua avanguardia di secondo grado, che combina rapsodicamente le avanguardie in un bricolage d’alta scuola; nonché esponenti della “vecchia Europa”, Austria, Polonia, Svizzera, che si sono fatti ben valere mostrando alcune fra le poche, vere novità del congresso). In fermento perché il mantra invalso dopo il declino del verbo neobarocco e ipertecnologico, quello della Natura sovrana, sin qui declinato in termini di calosce infangate ed ecocucina militante, sembra aver tracimato invadendo lo specifico del cuoco. Sempre meno creatore e sempre più assistente, si direbbe quasi ostetrico dei meccanismi spontanei. A cominciare da quel “marcio” che c’è nell’alta cucina: la fermentazione. Una rivoluzione rivendicata tanto dal brasiliano Alex Atala che dal danese René Redzepi, convitato di pietra del congresso, che di questa tecnica ha fatto un sistema per ovviare all’inclemenza meteorologica delle latitudini boreali senza violare il dogma locavore. Assente eppure mai così presente negli impiattati austeri come nella forsennata reductio di quella che ormai assomiglia a un’anti-cucina (o forse a una cucina antipatica nel rifiuto di qualsiasi blandizia).
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El Bulli e dintorni … di Roberto Bellomo

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18 dicembre 2012 recensione di: Presidente

Ferran e Albert Adrià.
Per paradossale che possa sembrare a chi ha girato per ristoranti negli ultimi quindici anni, il ruolo di questo binomio straordinario nel rifondare la cucina contemporanea è ancor oggi misconosciuto o mal inteso.
Nonostante si sia parlato e scritto tantissimo di Ferran (e quasi per nulla di Albert), anche tra gli appassionati e i professionisti del settore il lavoro dei due fratelli catalani è stato spesso confrontato con quello di cuochi loro contemporanei, a loro contrapposti senza sprezzo del pericolo e del ridicolo. Per esaltarlo talvolta o dileggiarlo di frequente.
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2 giorni a Monaco di Baviera di Roberto Bentivegna

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28 settembre 2012 recensione di: Presidente

Un ringraziamento particolare all’amico Tommaso Farina: senza le sue indicazioni, questo pezzo non avrebbe visto la luce.

Monaco di Baviera, la Ricca.
Nella Nazione che è chiamata a fare da traino al sistema Europa, colpisce molto il livello di vita di una delle sue zone più benestanti.
Ci sono più cantieri in centro città a Monaco che in tutta una regione italiana: ristrutturazione di musei, palazzi residenziali, negozi.
Almeno il 30% delle auto circolanti sono auto di lusso.
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Buon Compleanno Passione Gourmet

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25 luglio 2012 recensione di: Presidente

“Il migliore piatto che ho assaggiato ? quello che troverò in tavola domani …”

La frase, presa in prestito da un caro amico :-) , può  essere la bandiera, il simbolo che meglio ci rappresenta. Siamo al terzo compleanno, continuiamo con passione e tanta gioia a riempire di pagine il diario della nostra avventura. Nell’attesa del piatto migliore, che arriverà in tavola domani.

Tante novità all’orizzonte,

Grazie a tutti voi che ci seguite, e che spero continuerete a farlo!

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La Milano che se la beve…Di Carlo Cappelletti.

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20 luglio 2012 recensione di: Presidente


Questo breve racconto è ambientato a Milano, ma gli avvenimenti narrati avrebbero potuto svolgersi in qualsiasi parte d’Italia. Anzi d’Europa. Anzi dell’universo mondo. Anzi Besson. Anzhi quelli che ci han fregato Eto’o.
Anzi no. A pensarci bene, Milano è forse l’unico teatro possibile per ciò che abbiamo potuto ammirare in una fresca serata di tarda primavera.
Questo racconto non ha un voto. Avremmo potuto tranquillamente assegnare una valutazione a questo ristorante, e sarebbe come sempre stata sufficiente, anche se dal minimo sindacale l’eccedenza sarebbe stata giusto di un mezzo punticino. Senza nomi e cognomi, il coltello sarà allora più affilato del solito, e non solo per via della carne stopposa, ma nulla di tutto ciò è pura fiction. Tutto ciò è accaduto realmente.

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Mangiari di Strada, Via Lorenteggio 269, Milano (MI), di Alberto Cauzzi

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25 maggio 2012 recensione di: Presidente


Senza voto direte voi ? si, perche questo luogo gourmet non è catalogabile in alcun modo. Diciamo che è un fast food, molto poco fast ed in cui il food è molto curato. Diciamo che qui si possono mangiare appunto la gran parte dei “mangiari di strada” del nostro stivale. Perchè i due proprietari, dopo la falsa partenza del Gustibus di qualche anno fa, hanno optato per una formula più semplice, se volete potenzialmente più popolare, per portare il verbo della qualità e della storia del cibo italiano al più ampio numero di persone possibili. Leggi il resto di questo articolo »

945 Recensioni di ristoranti pubblicate al 19/6/2013.

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