Archivi per la categoria ‘Pizzerie’

2/3

Berberè, light pizza & food, Beniamino Bilali e Matteo Aloe, Castel Maggiore (BO) di Roberto Bentivegna

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3 febbraio 2012 recensione di: Presidente

Recensione pizzeria.

Bene, può partire la consueta filastrocca: Regia, vai col jingle!!
“Questa non è una pizza, o sì, forse, anche no, non credo proprio, può essere. Chissà.”
E che è allora?
Acqua, farina, lievito e ingredienti di primissima qualità.
Eh no, nemmeno questo. Perché il buon Beniamino del Berberè si è “inventato” anche l’impasto senza aggiunta di lievito: idrolisi degli amidi, gelatinizzazione, paroloni che danno un senso ai miei trascorsi biochimici universitari (30, Signori, libretto canta!); per l’uomo della strada è la possibilità di mangiare un impasto molto più digeribile perché privo di lieviti aggiunti, se poi gli vogliamo aggiungere un valore più filosofico è la vera rivincita del grano e del naturale: nulla si aggiunge rispetto quello che già c’è, solo acqua, sale e farina.
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3/3

Pizzeria Salvo, San Giorgio a Cremano, di Giovanni Gagliardi

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26 gennaio 2012 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Avviso ai lettori. Qui parliamo di pizza ma non di pizza intesa in senso lato ma in senso classico, tradizionale. La pizza “per eccellenza”, quella napoletana. Quella che ripropone i prodotti e i sapori dell’antico regno delle Due Sicilie.
Fine di pasta, sottile al centro, cornicione definito (e tendente all’alto) e morbido. Più che un piatto, un pezzo di storia. Il genio di Napoli che trasforma il pane in companatico. Chi scrive è napoletano e di pizze buone ne ha mangiate davvero tante nella vita prima di rimanere folgorato sulla via di San Giorgio a Cremano, che è Comune a sé ma, in buona sostanza, estrema periferia di Napoli alle falde del Vesuvio.
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3/3

Pizzeria la Notizia, Enzo Coccia, Napoli, di Norbert

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20 gennaio 2012 recensione di: Presidente

Recensione Pizeria.

Chi ama la pizza, simbolo universale della golosità tout court e cibo che mette d’accordo i gusti di molti, e ne cerca espressioni qualitativamente eccellenti non può non rimanere interdetto di fronte all’offerta quantitativamente sconcertante presente sul mercato.
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1/3

Pizzeria Napule è, Como, di Alberto Cauzzi

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23 dicembre 2011 recensione di: Presidente

“napule e’ mille culure
napule e’ mille paure
napule e’ ‘a voce d”e criature
che saglie chianu chiano
e tu saje ca nun si sola
napule e’ nu sole amaro
napule e’ addore ‘e mare
napule e’ ‘na carta sporca
e nisciuno se n’ emporta
e ognuno aspetta ‘a ciorta…
uh yeh eh ah eh ah eh
dun de du do di eh oh oh, eh eh …
uh, eh ehu ehu eh…
napule e’ ‘na cammenata
dint”e”

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3/3

Pizzeria Montegrigna, Legnano (MI) di Roberto Bentivegna

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16 dicembre 2011 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Dicono sia il miglior pizzaiolo qui giù al nord.
Dicono che Bruno abbia un talento innato, grande personalità.
Dicono che questa sia una tappa da non mancare per chiunque abbia il godimento tra i suoi principali target.
Dicono bene.
La sua non è una pizza, è il piatto a base di impasto lievitato di Bruno.
Attenzione estrema agli abbinamenti tra farine, impasti e condimento.
La base della sua pizza, una cosa che non mi è mai capitata altrove, ha un sapore molto connotato, buono da solo. Carico di olio certo, ma anche questo è sud.
Tutto quello che ci mette sopra è manna dal cielo, sempre convincente, sia negli accostamenti più arditi sia in quelli più tradizionali.
Lievitazioni mai inferiori alle 24 ore. Sperimentazioni su molteplici farine. Alici cantabriche, pomodori san Marzano, peperoncini Piquillo, prosciutto della foresta nera o di cinta senese: solo il meglio.
E’ compreso nel prezzo il gioco finale da cui ogni tavolo non si potrà esimere: “Ma quale era la pizza più buona?!”
Ma ce l’avrà un difetto questo Bruno??
Sì, è interista :)

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1/3

Pizzeria Lucullo, Cesena (FC), di Raffo

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25 novembre 2011 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

La cosa che più mi ha colpito di Joseph e Tiziana (peraltro in dolce attesa, per cui vanno ad entrambi le mie più sentite felicitazioni del caso) e del loro staff è la straordinaria disponibilità e la sorridente cortesia, cosa inusuale se non addirittura rara in questa tipologia di locale, per lo meno da me in Romagna. Di fatto alle richieste più strane e scomode mi veniva risposto puntualmente con un si ed un bel sorriso, tanto da far pensare che l’attività fosse al secondo giorno di apertura piuttosto che da febbraio 2010. Nel menù figurano molte proposte, dai vari antipasti (fra i quali spicca il “Bufalino”: ricotta di bufala, provola affumicata, mozzarella di bufala, prosciutto crudo, pomodoro di Sorrento e Montanara) a insalate, primi piatti (pochi e sempliciotti, a dire il vero) e sfizi vari, fritti e non.

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2/3

Pizzeria Piedigrotta, Varese. Di Carlo Cappelletti.

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17 agosto 2011 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.

Da molto tempo ci veniva vivamente consigliato di fare un salto per una pizza napoletana in quel di Varese. Vuoi per la distanza, però (per una qualche ragione i chilometri che ci separano da una pizzeria tendono ad essere più lunghi che quelli che ci collegano ad un bistellato), vuoi perché la pizza napoletana fuori da Napoli ci ha riservato cocenti delusioni ovunque, fuorchè in Campania, e neanche in tutte le province. Invece in questo locale accogliente ed abbastanza antifighetto (bonus, soprattutto per una colonia yuppie come Varese) guidato dal patron Antonello Cioffi abbiamo provato una convincente declinazione dell’originale. Certo, la distanza dal modello di riferimento c’è, ed è sensibile, ma entro certi limiti è questione di lana caprina se consideriamo quanto a 30 km dal Vesuvio cambino i pomodori (o il modo di preparare la salsa, che a mio parere segna il più grosso solco fra Napoli ed il resto del mondo) e l’acqua, tremenda da bere ma evidentemente fondamentale sia nella pizza che nel caffè, i due capisaldi che vantano innumerevoli tentativi di imitazione, ma senza il quesito con la Susy, la sadica enigmista uscita dalla penna di un erotomane. Pizza Napoli style, quindi la pasta, lievitata benissimo, è quella un po’ insapore a tutta farina bianca che si usa nelle zone d’origine, non è certo però quella saporita e di consistenza sexi della lievitante new wave. Non è però, ed è questa è la nota più importante, la tipica pseudonapoletananordica che dopo un minuto e mezzo rende bene esclusivamente come succedaneo del ballin ball. I prodotti sono scelti in maniera esemplare, e sorprendentemente in modo poco campanilistico puntano molto più verso l’Adriatico che sul Golfo. Eccellenti i salumi di Faeto, prosciutto e salame piccante, pregevole anche la mozzarella di bufala utilizzata, di un caseificio del Gargano il cui nome ho rimosso, ma che veniva pubblicizzata in carta come la migliore d’Italia.

Che poi sia la migliore non lo so, conosco poco la mozzarella di bufala fuori dalla Campania. Quel che posso dire è che se da un lato l’ho trovata estremamente concentrata ed intensa, dall’altro non ho però constatato quella commovente percezione della filatura che rende unica la consistenza delle migliori mozzarelle campane. Davanti a tali materie prime abbiamo optato, dopo l’assaggio della mozzarella, per due pizze non minimali, soprattutto considerato che appena seduti ci è sfilata davanti una Margherita, ma quella del Grande Fratello, ocheggiante dall’alto dei suoi paterni centimetri (con in allegato tacco 118). Così, perché siamo fighetti ma vi teniamo informati anche su importanti fatti di cronaca nazionale, rilevo anche la contumacia del Cavalier Cocco, probabilmente passato di cottura.
Ecco perciò (foto da cellulare, o da galera immediata per il fotografo, moi) pizza con fiori di cappero, acciughe, fiordilatte del Gargano e salame piccante di Faeto,

e con fiordilatte e prosciutto di Faeto (quest’ultimo davvero uno dei prosciutti migliori che abbia mai provato).

Altre pizze visionate in carta prevedono impiatti inconsueti (stracciatella in bicchierino sopra la pizza, lamine d’oro, mozzarelle intere sulla pizza) ed accostamenti più arditi, ma per una prima visita ci siamo tenuti calmi con le sperimentazioni.
Per accompagnare il tutto torniamo in Campania e peschiamo da una carta niente affatto banale la super del birrificio Karma di Alvignano (Caserta), imbottigliata in una bottiglia di un’altra tipologia :-) .
Da segnalare che i dolci, tra cui questo zuccotto ed un ottimo sorbetto al limone, sono in parte di De Riso ed in parte prodotti da un esterno locale. Presentazione (come quella della caprese), deliziosamente vintage.

il pregio : servizio giovane, di grande simpatia e disponibilità..
il difetto : ..non senza qualche distrazione.

Pizzeria Piedigrotta
Via Romagnosi 9,
21100 Varese
Tel 0332 287983
Pizze mediamente tra i 7 e i 9.50 euro. Degustazione euro 20.

Visitato nel mese di Luglio 2011
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Carlo Cappelletti

604 Recensioni di ristoranti pubblicate al 8/2/2012.

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