Recensione Ristorante
Siamo alle solite. Mi ostino a girare il mondo alla ricerca del “pret a manger” migliore, della “nouvelle vague” in cucina, fatta di qualità estrema nel piatto, attenzione alla materia prima ed alle preparazioni originali, pochi fronzoli attorno. E poi, un giorno, decido di andare a provare un posto che, chissà perché, continuo ad ignorare per una cena in Milano. Si, quella Milano che, a parte i soliti noti, offre poco, pochissimo di valido. Il solito refrain del gourmet ottuso, mi ci metto in testa. Leggi il resto di questo articolo »
Archivio di febbraio 2012
Trattoria del Nuovo Macello, Milano, di Alberto Cauzzi
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Oasis, Famiglia Fischetti, Vallesaccarda (AV) di Fabio Fiorillo
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Recensione Ristorante
Una delle più belle favole della ristorazione italiana è ambientata a Vallesaccarda, paesino di poche migliaia di anime, nascosto in una gola dell’Appennino meridionale, tra Campania e Puglia.
Una favola perchè vedere lavorare insieme da 23 anni cinque fratelli e sorelle e le rispettive famiglie, gomito a gomito, con tale concordia e comunanza di interessi riempie di gioia. Una splendida impresa familiare, la cui dedizione all’ospite, coccolato e riverito, si manifesta dall’accoglienza iniziale al commiato, priva di finto perbenismo.
Ci si sente a casa, davvero.
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Costes, Budapest, di Norbert
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Recensione ristorante.
Magnifica città adagiata su una delle anse più belle del Danubio, Budapest porta ancora visibili su di sé le cicatrici di un doloroso passato da cui si sta faticosamente riprendendo.
Non la definirei una città decadente, quanto piuttosto convalescente e molto ricca di quel febbrile fermento foriero di una ricostruzione in atto. Gli anticorpi ancora non sono solidi, passeggiando per la città alcune realtà commerciali sembrano ancora lontane dagli standard occidentali, ma la sensazione netta è che si tratti solo di una questione di tempo.
Così affianco agli splendidi viali, alla maestosa collina di castello, al belvedere della cittadella, a un’immersione nei bagni termali Gellèrt, a una visita nel bellissimo mercato centrale coperto o un’escursione nello stupendo polmone verde dell’isola Margherita non può mancare uno dei simboli della rinascita e cioè la presenza, o l’aspirazione a essa, di luoghi deputati all’alta cucina. Leggi il resto di questo articolo »
Ristorante il Bivio, Famiglia Sarzano, Quinto Vercellese (VC), di Alberto Cauzzi
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Recensione Ristorante
Gianni Sarzano e le sue donne. Un connubio imprescindibile. E’ bello vedere un cuoco, un uomo, parlare con tanto amore e passione del suo lavoro ma anche di una figlia lontana, che ha scelto strade diverse, ma che porta con se l’amore profondo di un padre. Gianni è così, come sua moglie e sua figlia che lo accompagnano nella sua avventura. Schietto, sincero, discreto ma profondo. Come la sua cucina, che sarebbe banalizzante definire di territorio. Ancor di più utilizzando l’abusato ed incomprensibile termine della tradizione. Leggi il resto di questo articolo »
Ristorante Leoni, chef Marcello Leoni, Bologna di Roberto Bentivegna
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Recensione Ristorante
Ritorna sulla scena bolognese Marcello Leoni e lo fa alla guida dell’armata Unipol.
La Balena è ristorante, è Osteria, è Enoteca.
Investimento faraonico, forse inusuale di questi tempi, ma non ci lamentiamo di sicuro se qualche mecenate decide di cacciare i suoi denari in questo mondo a noi tanto caro.
Il risultato estetico è a mio giudizio notevole: una sala di respiro internazionale, resa bellissima dagli interni di Luciano Belcapo da Baschi ( sì, proprio quello che ha firmato Casa Vissani, e si vede). Forse più da NYC che da Bologna . E bisogna anche dire che via Stalingrado non è esattamente quello che si intende per vista meravigliosa. Ma il ristorante è bello, arioso e ci si sta proprio bene.
Sarebbe ingeneroso parlare di servizio a poco più di dieci giorni dall’apertura: è evidente che la macchina va ancora ben rodata, nei tempi e nelle attenzioni, ma il rodaggio si fa su strada e sono certo sapranno porre rimedio a qualche sbavatura oggi di troppo.
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Pipero al Rex, Roma, chef Luciano Monosilio. Di Carlo Cappelletti.
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Recensione ristorante.
A volte basta aggiungere una vocale. Se un tempo si veniva a Roma per fare un giro al Piper, ora senz’altro vale la pena di entrare nella confusione della città capitolina per venire a divertirsi in via Torino, dove da qualche mese Alessandro Pipero ha aperto il suo nuovo locale dopo i recenti trascorsi ad Albano Laziale. Divertirsi ancor più che mangiar bene, non perché la cucina non meriti, tutt’altro, ma perché in pochi locali come in questo la netta sensazione è quella di un’esperienza piacevole nel suo complesso, giocosa e distesa al tempo stesso. Leggi il resto di questo articolo »







