Archivio di giugno 2011

17/20

Il Luogo di Aimo e Nadia, Chef Nadia e Stefania Moroni con Alessandro Negrini e Fabio Pisani, Milano di The Dark Knife

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29 giugno 2011 recensione di: Presidente

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Recensione ristorante.

Quanti sono i ristoranti che possono vantare una grande tradizione familiare e che da mezzo secolo sono in grado di lasciare ricordi indelebili nei cuori delle persone? Beh, pochi. Molto pochi. Ma in Italia ce n’è uno. Forse il più storico e longevo di tutti. E’ il luogo di Aimo e Nadia Moroni che l’anno prossimo compie cinquant’anni tondi tondi; cinquant’anni che non si fanno affatto sentire, dato che il livello di questa cucina nel corso di mezzo secolo di onoratissima attività è stato un crescendo. Non occorrono tante parole per descrivere l’intensa esperienza gastronomica che si prova a questa tavola in cui si percepiscono sapori cristallini ed incisivi, frutto di uno studio totale del territorio e dei suoi prodotti, che ripercorrono l’essenza di tutte le regioni italiche rielaborate con tecnica ed estro, per un risultato apparentemente nuovo al palato, ma che stimola i più cari ricordi. Leggi il resto di questo articolo »

18/20

Villa Crespi, Orta San Giulio (NO), chef Antonino Cannavacciuolo. Di Carlo Cappelletti.

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27 giugno 2011 recensione di: Presidente

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Recensione ristorante.
Se è vero che per la Michelin la costanza di rendimento negli anni è un elemento discriminante per l’assegnazione di una terza stella, allora probabilmente la prossima cintura di Orione illuminerà lo specchio del Lago d’Orta. Quella guidata da Antonino Cannavacciuolo è ormai una corazzata rodata ed affidabile anche quando, come nel caso della presente visita, ci si trovi a pranzo in concomitanza con un (pur relativamente ristretto) banchetto nuziale in giardino. Senz’altro questo ristorante, collocato nell’omonima ed esteticamente discutibile residenza dell’800, è da un buon quinquennio fra le realtà più solide dello Stivale. Certo, per arrivare proprio nell’empireo dei grandissimi (quelli che, in modo più o meno consapevole, stanno segnando profondamente la storia della cucina contemporanea), manca ancora qualcosa sul piano della finezza, non tanto dell’esecuzione ma della concezione, e nella capacità di non eccedere con alcuni ingredienti di grande ma un po’ “facile” appeal come i crostacei. In un paio di occasioni, però, l’abilità nell’aggirare o nel tamponare la grevità di alcuni ingredienti ha davvero rasentato il virtuosismo. Abbiamo deciso di affidarci al menù più ampio tra quelli proposti, esperienza vissuta già l’anno scorso, che ci ha consegnato un percorso assai simile, troppo simile forse per un ristorante ancora, per ovvie ragioni anagrafiche dello chef, in fase di ascesa, a quello dell’anno passato, e che mi ha confermato l’idea che il menù più bilanciato (e meno ridondante negli ingredienti) sia quello intermedio, di ampiezza di pochissimo inferiore. Insomma una “mano libera” che pur restando gran mano non si prende (più) grandi libertà, e questa sensazione vorrei tanto tornasse, perchè di chef che sappiano miscelare con cura golosità ed eleganza non ce ne sono in giro molti, ed Antonino Cannavacciuolo è sine dubio uno di questi.
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15/20

Ristorante Baldin, Genova, Chef Luca Collami, Giovanni Gagliardi

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23 giugno 2011 recensione di: Presidente

Recensione ristorante.
Pareti bianche, volte a crociera, accoglienza calda e cordiale, benvenuti nel regno di Luca Collami. Tutto qui è all’insegna della sobrietà, senza inutili orpelli ed in ciò si riflette perfettamente la cucina dello Chef: semplice, senza per questo essere banale, ben concepita ed eseguita assai bene. Protagonista è il pesce, freschissimo ed esaltato da cotture brevi e da qualche spunto creativo che non guasta mai.
Dopo un assaggio di focaccine liguri gentilmente offerto, partiamo con Riso Venere….pomodorini…….e spiedo di novellame. Leggi il resto di questo articolo »

17/20

Maison Bras, Michel e Sébastien Bras, Laguiole, Norbert

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22 giugno 2011 recensione di: Presidente


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Recensione ristorante.
Vetro, pietra e natura. E luce.
In ogni sua sfumatura, è presente ovunque, quasi un ingrediente imprescindibile finanche della cucina.
Ma non solo.
Michel Bras, avendogli io chiesto alla fine quanto sforzo mentale ci fosse voluto vent’anni fa per immaginare e tirare su dal nulla un posto simile, mi ha sorriso e mi ha risposto che non solo di cervello si è trattato, ma anche, e soprattutto, di cuore.
Ed in effetti in tanta armonia non può non esserci altrettanto sentimento.
L’Aubrac è un’altra dimensione.
In cui tutto è lontano, ma, ancor di più, appare non necessario, superfluo.
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18/20

Ristorante Hotel Il Pellicano, Chef Antonio Guida, Porto Ercole (GR), Orson

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20 giugno 2011 recensione di: Presidente

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Recensione ristorante.

Si chiamasse Antoine Guide, probabilmente ne parleremmo di più. Riflettendo sull’esterofilia di cui siamo spesso accusati, l’unico caso in cui mi sento davvero di fare un mea culpa è quello di Antonio Guida. Uno chef che, per caratteristiche personali e per la scelta di lavorare in uno splendido hotel a picco sul mare del quale il ristorante è solo uno dei pregi, non è mai citato quando si parla dei grandi cuochi italiani di oggi.
La sua riservatezza e lo stile della sua raffinata cucina, di chiarissima impronta transalpina, non ne fanno certamente il modello ideale per incarnare lo chef mediatico dei nostri tempi.
Va detto però chiaro e forte che oggi al Pellicano si può provare una straordinaria cucina d’impronta classica, con punte di qualità e precisione che collocano Antonio Guida tra i migliori di casa nostra.

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14/20

La Colombe, Cape Town (Sud Africa), Alberto Cauzzi

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16 giugno 2011 recensione di: Presidente

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Recensione ristorante.

Nel 2009 Roberto Bentivegna descriveva così la sua esperienza. Interessante e stimolante. Quest’anno torniamo, ben disposti dal tam tam gourmet del nostro caro amico Roberto, e proviamo a cambiare le regole del gioco: non scegliamo il menù degustazione ma peschiamo, a turno, dalla carta. Il risultato? Molto meno confortante di quanto Roberto racconta. Sarà stato il viaggio di nozze, caro Roberto, che ha reso idilliaca anche questa normale ed anonima (per noi) esperienza ? Ma va la … come dubitare del Robertone nostro. E difatti e’ semplicemente successo che lo chef, pluri-decorato, se n’è andato in altri lidi, aprendo la sua boutique in centro a Cape Town. Noi invece, due allegre famigliole con figli al seguito, abbiamo deciso di dare fiducia a chi ha sostituito lo chef, provando il locale lo stesso. E ci siamo comunque divertiti, anche se per noi il Rust en Vrede ha una marcia in più rispetto a La Colombe, oggi come oggi. Leggi il resto di questo articolo »

Tim Raue, Berlino (D), di Norbert

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15 giugno 2011 recensione di: Presidente

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Recensione ristorante.

Non c’è solo Francia in Germania.
L’alta ristorazione tedesca sembrerebbe, per lo più, una diretta appendice di quella francese. Con un modello così vicino e storicamente importante d’altronde era ed è difficile non fare costante riferimento ad essa. Gli chef tedeschi ne hanno fatto un paradigma, e, in taluni casi, vedi Bareiss ad esempio, sono diventati più realisti del re diventandone a loro volta dei modelli di eccellenza pressocchè assoluta.
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670 Recensioni di ristoranti pubblicate al 18/5/2012.

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