Recensione Ristorante
Eravamo stati a Palazzo Petrucci una sola volta, circa due anni fa e, con grande piacere, dobbiamo rilevare che abbiamo trovato il locale sensibilmente cresciuto. Cresciuto nella qualità complessiva dell’accoglienza, a cominciare dal servizio, oggi su livelli molto buoni e privo di quegli inciampi ed ingenuità che ne avevano un po’ caratterizzato gli inizi. Oggi in sala tutti marciano spediti, sanno cosa fare e, soprattutto, hanno contezza di cosa stanno servendo. Molto buono anche il lavoro del sommelier che con competenza e discrezione ci accompagnerà lungo tutta la serata suggerendo abbinamenti al calice tutti pienamente centrati.
E, soprattutto, abbiamo trovato cresciuta la cucina di Lino Scarallo la cui mano ci è parsa più sicura, la sua cucina più pulita e netta nei sapori, il suo stile ormai personale.
Grazie alla bravura di Scarallo possiamo dire che Edoardo Trotta, l’imprenditore-patron, che aveva scommesso sulla possibilità di fare ristorazione Alta ed innovativa anche in una piazza ultra-tradizionalista a tavola come Napoli, abbia visto giusto. La scommessa è vinta e lo testimonia anche il fatto che è una sera di un giorno feriale di ottobre e il locale è quasi pieno. Cosa, purtroppo, che – mi dicono – si verifica sempre più raramente, ormai, in città.
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