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L’Ourson qui boit, Lyon . Orson

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Recensione ristorante.

E’ una bella scena gastronomica quella di Lione. A un’ora di distanza dal centro della città, diversi mostri sacri; in centro, qualche indirizzo di gran pregio (già recensito da queste parti) e un bel fermento di piccoli locali dove, a prezzi quasi ridicoli, si trovano cucine davvero interessanti.
Così questo “Ourson qui boit”, dove officia un giovane giapponese a fare una cucina francese moderna ma sapientemente golosa, proposta a pranzo a 17 (sì, diciassette!) eurini per il proverbiale entrée-plat- dessert, da una carta cortissima (2 scelte per portata), tutta del mercato, portata a tavola tra legno e plexiglass.

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Abbiamo pescato tutto, naturalmente, e con piacere quasi sempre alto o molto alto. La crema d’asparagi bianchi con composta di melanzane, quinoa alla salsa di soia e zenzero è un piatto molto gourmand e sarebbe ancora più interessante se lo zenzero desse un contrappunto più pungente

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mentre il filetto di sgombro al vino rosso con mousse di fegato di volatile e cappesante è degno del miglior Petter Nilsson (piatto da 16 abbondante per intenderci)

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Nel magret de canard affumicato accompagnato di pasta di riso al parmigiano e sauté di funghi, l’anatra è cotta alla perfezione mentre il riso è, per il nostro palato di amanti di risotto, un po’ troppo “docile” (ma almeno la denominazione non induceva a false aspettative)

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il filetto di eglefino con capelli d’angelo, aceto di lampone e crema di rapa bianca è invece, ancora, un piatto davvero notevole per contrasti di consistenze, acidità, cottura millimetrica

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Piccola delusione i dessert: il tiramisu alla fragola con marmellata di lamponi, macedonia e gelato al cioccolato bianco è scolastico e un po’ troppo dolce e nemmeno il bicchierino con le due mousse al cioccolato bianco e nero, con gelato al cioccolato bianco e mousse al the verde ci ha convinto in pieno (ancora per una certa stucchevolezza)

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Fa piacere imbattersi in posti così, dove si fa cucina moderna ma saldamente ancorata a tecnica e storia dei luoghi, senza scimmiottamenti delle grandi tavole, nella consapevolezza che la personalità è essenziale. Magari averlo sotto casa!
Il voto è anche tirato (soprattutto causa dolci), in attesa di poterci tornare e confermare che non era stato un giorno fortunato.

il pregio : L’incredibile rapporto qualità/prezzo !

il difetto : Dessert un po’ banali.

L’Ourson qui boit
23 rue Royale
69001 Lyon
Tel: (+33) 04 78 27 23 37
Menu a 17 euro a pranzo e 25 euro la sera.

Visitato nel mese di Marzo 2010

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Orson

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Questo articolo è stato pubblicato il martedì, 27 aprile 2010 alle 09:16 e classificato in Recensioni Ristoranti Europa. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

8 Commenti a “L’Ourson qui boit, Lyon . Orson”

  1. velavale scrive:

    eglefino ?
    e che de?

  2. velavale scrive:

    grazie

  3. antonio scrive:

    Posso chiedere qui?
    Dove mandare a mangiare a Lione quattro viandanti al ritorno da una gita in Borgogna? Prezzo sotto i 50 senza vini, bella cantina…

  4. antonio scrive:

    Spulciando la mappa, ho visto la brasserie de l’ouest. Ma lì nei commenti si parla di locali migliori, sempre in quella fascia di prezzo. Mi sapete aiutare?

  5. Orson scrive:

    E perché non proprio l’Ourson qui Boit (cantina, però, limitata)?
    E, se no, anche Rue Le Bec, la nuova avventura di Nicolas Le Bec (anche nel suo bistellato a pranzo potete stare nel budget), oppure a Le Splendid di Georges Blanc, per chi vuole stare sul classico (e con 50 euro si mangia in 2…)

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