loading...
Recensione ristorante.
” Caro RRistoratore!
Anche oggi il mercato ti ha preso a pesci in faccia?
Caro RRistoratore, quelli che non ti sei giocato a carte ieri notte te li ha presi oggi il Dow Jones?
Caro RRistoratore, non ti preoccupare, anche se il Dax non tira più come una volta, il pene di coniglio tirerà sempre”
Caro Ristoratore
Se il tuo ristorante è collocato al centro di una delle più belle e visitate città di Francia ,
se il tuo ristorante condivide i muri con il Palazzo dei Papi,
se il tuo ristorante gode di fama stellata pluridecennale,
se il fascino del luogo e degli ambienti attraggono l’attenzione dei clienti ancor più di quanto descritto in carta.
Caro Ristoratore, se stai in queste condizioni difficilmente il mercato ti prenderà a schiaffi.
Il tuo primo gravoso impegno giornaliero non sarà l’attenzione maniacale da rivolgere a quanto metterai nei piatti.
Il tuo primo gravoso impegno sarà il conteggio dell’incasso giornaliero.

E saranno i 60 coperti sold out anche di martedì sera in gennaio, suddivisi tra la sala principale e la sorella minore a dare un senso logico all’attività di ristoratore di successo.
E non saranno le ripide rampe di scale medievali a dissuadere la bella clientela internazionale, così come non lo saranno i prezzi importanti dei piatti, ne il numero ridotto di essi presenti in carta.
E non sarà neppure l’odore avvilente di detersivo e detergente presente in ogni bicchiere a dissuadere la gente dall’ordinare grandi vini costosi e di gran classe, da scegliere dalla ricca carta.
E neppure la mancata applicazione del codice Braille ai piatti per decodificare e capire cosa stai mangiando nel semi-buio .
Pare proprio che qui non si punti sull’affezionamento della clientela locale quanto sul riciclo infinito di vario mondo che in questa stagione invernale si alternerà nelle sale caratterizzate dalle vecchie pietre a vista, e che nella bella stagione affollerà la terrazza con spicchio di vista sulla piazza papale.
Quattro piatti d’entrata, quattro proposte ittiche e quattro di carne.
Tutto descritto semplicemente, tutto chiaro e comprensibile.
Oltre a ciò alcuni menù tematici che si declinano su temi diversi quali: La Tomate, L’Homard, La Truffe.

Appena discreti gli intrattenimenti che si accosteranno con timore ad un grande Champagne Henriot 1988 che tra mille nobili sensazioni arriva a rivelare aromi sottili di buccia d’arancia candita. Una pressè di piedino di porco, una quenelle di crostacei, una spuma di salmone con uova di aringa. Meglio l’amuse bouche caldo: crema di ceci al fine profumo di cumino.

Aperitivi.

Crema di ceci al cumino.

Mediocre il consommé che dovrebbe rilevare il sapore delle Ailerons de volaille. Più riuscito il connubio classico tra sgombro (cotto e raffreddato) farcito di composta di cipolla su gelatina al vino bianco ( non sufficientemente acidificata).

Ben cotto sulla pelle e lasciato sugoso e morbido il filettone di luccio perca. Di una certa personalità e coerenza anche ciò che gli sta intorno, e cioè il tortino di riso della Camargue profumato di porri e sentore di alghe. La presentazione è però quella che vedete.

Ancora in crescita l’eccellente trancio di branzino appena scottato e servito con cipolle rosse confit e bastoncini croccante di patate a fiammifero pressate, frittura ” noisette…” . Divertente e soprattutto buona la maionese di tartufo nero servita in ironici tubetti da dentifricio, e anche utile per salsare le patate croccanti.


Piuttosto deprimente invece il piatto di triglie sfilettate e accompagnate tristemente da finocchio in due versioni : crudo alla cipollina e cotto aromatizzato allo zafferano.
Materia prima sicuramente non pescata la stessa notte del branzino e abbinamento stucchevole.

Più appagante il discreto petto d’anatra di Challans cotta rosa e contrastata dalla presenza amara dell’indivia e dall’acidità del purè di limone maturo.
Passaggio interlocutorio ed evitabile quello del pre dessert, rappresentato da un bicchierino con cucchiaino già conficcato fino al fondo di un infelice riso al latte di mandorle cementificatosi in frigo e vanamente vivacizzato dalla presenza di amarene candite.
Fortunatamente i dessert sono più ispirati e sorprendentemente fantasiosi.
La tartelette tiepida di mela e gelato di vaniglia è rinvigorita dalla presenza di nobile tartufo nero che sposta l’attenzione dagli elementi prevedibilmente piacevoli senza portarli fuori strada.
I frutti esotici sotto diverse forme si riveleranno in tutta la loro freschezza , acidità e dolcezza aromatica.


Un passaggio da Condrieu per far conoscenza con un robusto Viognier Brèze, da vigne vecchie di un quarto di secolo ed affinato in legno ma senza andare oltre il limite della decenza.
Rinfrescante Brut Initial di Selosse, che anche stavolta, se bevuto in Francia, si rivela dosato più secco rispetto a quelli che si bevono in Italia.
Meglio non commentare invece il distillato regionale proposto : un improbabile Marc de Chateauneuf du Pape Vieux Telegraph che sapeva di tutto salvo che di roba buona.


E addition au coup de canon ,
o per dirla in italiano : da scomunica Papale
il pregio : Il fascino della sala principale.
il difetto : L’odore di detergente in tutti i bicchieri..
Christian Etienne
19, Rue Mons
Avignon
tel 0033 (0) 4 90861650
Numero coperti :40 – 60
Chiuso : Domenica e Lunedì
Prezzi: alla carta 90 – 120 euro
Menù degustazione : da 35 euro ( a pranzo ) a 150 euro ( tutto tartufo )
http://www.christian-etienne.fr/
Visitato nel mese di Gennaio 2010
Visualizzazione ingrandita della mappa
gdf

Palazzo Papale con fantasma a mezzanotte
Tag: Anatra Challans, Avignon, Canard Challans, Condrieu Breze, Frutti esotici, Gourmet, Henriot Enchanteleurs, Homard, Luccio perca, Maionese tartufo, Passione, Restaurant Christian Etienne, Riso della Camargue, Selosse initial champagne, tomate, truffe


Grazie, non credo che ci andrò.
hai scelto un timing perfetto per l’introduzione.
dow – 1,8% e dax -1,57%
@fabrizio
Sei per caso un collega, visto che parli di Dow e di Dax?
dipende da quale lavoro fai?
finalmente gdf che stronca un franzose!!
si scherza eh!!
… ma infatti, però anche no…
http://passionegourmet.com/2009/06/30/michel-bras-laguiole-aubrac-by-il-guardiano-del-faro/
Sono cose che fanno male al cuore dell’appassionato, ovunque accadano.
Quoto GdF. Troppo vero e troppo giusto!
Ciao
LAMAX61°
@fabrizio
Intraday trading e swing trading sui futures e sulle valute.
Nell’organigramma aziendale seguono gli avvoltoi e i coyotes
ah no, io mi occupo di titoli ma gli ultimi derivati che ho fatto erano delle put sull’eurostoxx chiuse un annetto fa.
ho qualche amico che si occupa di commodity. Inizialmente gestivano il sito clubcommodity ora uno fa solo trading e l’altro fa analisi, è un socio SIAT.